lunedì 8 dicembre 2014

CASO DENISE, DALLA SCOMPARSA ALL'OMICIDIO. DOPO DIECI ANNI, LE INTERCETTAZIONI DEL 2004 PRENDONO FORMA

"Con dolore ho appreso e prendo atto di questa nuova intercettazione, la cui frase ha una gravità non indifferente". A scriverlo nel blog "Cerchiamo Denise" è Piera Maggio, mamma della bambina sparita da Mazara del Vallo il primo settembre 2004, dopo che davanti alla terza sezione della Corte d'appello di Palermo il perito Massimo Mendolìa ha rivelato il contenuto di un'intercettazione ambientale dell'11 ottobre 2004, in cui si sente la sorellastra di Denise, Jessica Pulizzi, mentre è a casa della madre Anna Corona, dire alla sorella minore Alice, che quel giorno doveva recarsi in procura, a Marsala, per essere interrogata: "Quanno eramu 'ncasa, a mamma l'ha uccisa a Denise". Alice, di rimando, chiede: "A mamma l'ha uccisa a Denise?" e Jessica risponde: "Tu di sti cosi unn'ha parlari". E Alice: "E' logico". La frase riferita da Mendolìa, al quale è stato affidato dalla Corte d'appello di Palermo il compito di ascoltare e trascrivere una parte della mole di intercettazioni effettuate dagli inquirenti subito dopo la scomparsa, sarebbe saltata fuori solo adesso in quanto appena bisbigliata. E' stato possibile ascoltarla e trascriverla, secondo il perito, solo dopo un'opera di filtraggio e pulitura dei nastri magnetici, grazie alle nuove tecnologie di filtraggio ed ai nuovi strumenti di ascolto. Per i periti della difesa, comunque, il contenuto di queste intercettazioni non sarebbe utilizzabile contro la propria assistita, Jessica Pulizzi, in quanto il tono di voce delle due ragazze è troppo basso e dunque non sarebbe facile identificare con certezza cosa si stessero dicendo.
"La frase che avrebbe pronunciato Jessica - ha affermato l'avvocato di parte civile Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio - è molto inquietante. Questa frase allo stato può soltanto essere valutata nel senso di un'ulteriore conferma di un coinvolgimento dell'imputata nel sequestro della piccola Denise, che per l'accusa era già stato confermato dalla frase "quannu eru cu Alice a casa c'ha purtà". Jessica, il 27 giugno 2013, è stata assolta dal Tribunale di Marsala dall'accusa di concorso in sequestro di minorenne "per non aver commesso il fatto", anche se con la formula del secondo comma dell'articolo 530 del c.p.p., e cioè per "mancata o insufficiente formazione della prova". Per l'imputata, sorella per parte di padre di Denise, i pubblici ministeri, Francesca Rago e Sabrina Carmazzi, avevano chiesto quindici anni di carcere, il massimo della pena per il reato contestato. Anche la loro madre Anna Corona, assieme ad altri, era stata indagata per concorso in sequestro, ma su richiesta della Procura il procedimento venne archiviato. Alla prossima udienza, in programma il 16 gennaio, sarà ascoltata Alice Pulizzi. Intanto a dieci anni dalla scomparsa della piccola Denise Pipitone, la clamorosa svolta nel processo d'appello per il sequestro di Denise Pipitone ha portato la Procura di Marsala all'apertura di una nuova inchiesta, questa volta per omicidio. 

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