domenica 2 novembre 2014

MAFIA. LO SFOGO DI UN GIOVANE CASTELVETRANESE, GIUSEPPE CIMAROSA, CHE "HA TROVATO LA FORZA DI CONDANNARE SE STESSO A MORTE" PUNTANDO IL DITO SUL CUGINO MESSINA DENARO

Importanti parole di vicinanza e solidarietà, nei confronti di Giuseppe Cimarosa, arrivano dal Vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo, Domenico Mogavero, dopo lo sfogo che il giovane ha
postato su facebook all'indomani del Consiglio Comunale aperto sulla legalità e la lotta alla mafia a Castelvetrano. Al Vescovo, il giovane Cimarosa, regista di teatro equestre e fondatore della "Compagnia del centauro", ha raccontato la sua solitudine, la sua paura e quella con cui convive la sua famiglia, il fratello Michele, la mamma Rosa Filardo e la nonna Rosa Santangelo, sorella della madre del superlatitante, che vivono insieme a lui, senza tutela. Cimarosa è figlio di Lorenzo, oggi collaboratore di giustizia, arrestato nell'ambito dell'operazione "Eden" insieme al cognato Giovanni Filardo, alla sorella di Matteo Messina Denaro, Anna Patrizia ed altri suoi parenti. E' stato proprio Giuseppe, dopo averlo incontrato la prima volta in carcere, ad avere un ruolo determinante nella scelta del padre Lorenzo a collaborare con i magistrati. Scelta, ha riferito il giovane artista castelvetranese al Vescovo, condivisa da tutti i componenti del suo nucleo familiare. "Giuseppe Cimarosa è un giovane che i cittadini onesti, le associazioni culturali e d'impegno sociale e le istituzioni non devono lasciare solo in questo percorso di riscatto intrapreso dopo la collaborazione del padre Lorenzo con la giustizia". E' il messaggio trasmesso da monsignor Domenico Mogavero dopo averlo incontrato ed essersi intrattenuto a parlare con il giovane Cimarosa, che ha preso pubblicamente una dura posizione contro il super latitante castelvetranese, prima che si svolgesse il Consiglio Comunale. Una seduta, su iniziativa del senatore Lumia, per discutere, dopo che Elena Ferraro aveva denunciato un tentativo di concussione da parte del cugino del boss latitante, Mario Messina Denaro, arrestato nell'operazione Eden insieme al padre di Giuseppe Cimarosa, di un ben preciso ordine del giorno: "Quali iniziative per la legalità e la lotta alla mafia a Castelvetrano". Le parole di solidarietà lanciate dal vescovo seguono allo sfogo che Giuseppe Cimarosa ha postato su Facebook, dopo che nessuno delle autorità presenti, in circa 4 ore di Consiglio, ha portato l'attenzione sulla storia che lo vede coinvolto in prima persona. "Arrabbiato…deluso… mortificato… un evento per me tanto atteso e che avrebbe dovuto segnare la storia del mio paese…una giornata dedicata a Costruire la Distruzione del male che cerco di combattere, che la mia società - scrive Giuseppe Cimarosa - deve combattere per davvero…Mafia … la parola che non ha parole ma fatti… la cosa astratta che è più concreta della roccia! Doveva essere un giorno di svolta ma le uniche cose che ho sentito dire sono le cose più scontate mai dette a riguardo. Onorevoli…assessori…presidenti di associazioni…nessuno ha detto nulla che valesse la pena ascoltare… Dove le proposte? Dove le iniziative? Soltanto la solidarietà per una donna coraggiosa che non credo abbia bisogno della solidarietà a parole di nessuno. Tutti però unitariamente si sono scordati – continua Giuseppe – che questa città conosce storie ben più tristi, che sono tristi e felici allo stesso tempo. Parlo di un ragazzo che ha trovato la forza di condannare se stesso a morte e alla solitudine per un credo più alto…". E dopo un lungo sfogo precisa: "Io su quella sedia rossa in fondo all'aula, l'unica cosa che riuscivo a pensare è che se Peppino Impastato, Rita Atria, Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e molti altri dal cielo avessero assistito a tale RAPPRESENTAZIONE, si sarebbero rivoltati nella tomba. Onore a loro che sono Morti…ma onore anche a noi che siamo vivi! Ignorarmi - conclude Giuseppe Cimarosa - non servirà a farmi smettere di lottare e di credere!"

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