giovedì 6 novembre 2014

IL CUGINO DI MATTEO MESSINA DENARO RESTA IN LIBERTÀ PER INSUSSISTENZA DI INDIZI, MENTRE MOGLIE E FIGLIE SONO RITENUTE DALLA PROCURA "SOGGETTI SOCIALMENTE PERICOLOSI"

Rimane in libertà l'imprenditore Giovanni Filardo, cugino del boss latitante Matteo Messina Denaro. Il Tribunale del Riesame di Palermo ha depositato le motivazioni per cui il 13 ottobre scorso era stato
rigettato il ricorso della Procura del capoluogo siciliano presentato per l'imprenditore e la moglie, Francesca Barresi. L'intero nucleo familiare di Filardo, anche moglie e figlie, era stato arrestato nell'operazione Eden, assieme alla sorella del boss, Patrizia Anna Messina Denaro, al nipote, Francesco Guattadauro e al cognato Lorenzo Cimarosa. A carico di Filardo vi era il reato di intestazione fittizia di quote e nomina dell'amministratore, con l'aggravante di aver favorito economicamente la cosca mafiosa di Castelvetrano. "Il Tribunale - ha dichiarato l'avvocato Roberto Mangano, difensore dell'imprenditore castelvetranese - ha respinto il ricorso presentato dai magistrati dopo che lo stesso Tribunale della Libertà aveva già annullato, mesi fa, il provvedimento a carico di Filardo". Dopo l'arresto dell'intero nucleo familiare di Giovanni Filardo, il Tribunale del Riesame aveva accolto le richieste dei difensori della famiglia revocando il provvedimento cautelare, scaturito nel corso dell'operazione "Eden". Nelle motivazioni, i giudici del Riesame "escludono la sussistenza dei gravi indizi di reato della intestazione fittizia in relazione alle quote sociali cedute con donazione da Filardo alla moglie Francesca. La richiesta di riesame si rivela fondata - si legge nelle motivazioni - poiché non sarebbero emersi elementi atti a far ritenere, sia pure a livello gravemente indiziario, che la contestata quota sociale della Filardo Giovanni srl sia stata effettuata dall'imprenditore alla moglie Francesca Barresi allo scopo specifico di eludere le disposizioni in materia di misure di prevenzione patrimoniali". Secondo i giudici, "questi passaggi societari non possono ragionevolmente riconnettersi a precedenti perquisizioni nella casa di Giovanni Filardo, sospettato di ospitare il super latitante Matteo Messina Denaro". Il cugino del boss era finito in carcere anche nell'operazione "Golem 2" e dopo quattro anni di detenzione è stato assolto per non aver commesso il fatto. Con le motivazioni depositate ieri, Giovanni Filardo, a cui è stato anche sequestrato il patrimonio personale, con tutte le aziende collegate alla sua attività imprenditoriale, non avrebbe pendenze tali da poterne giustificare l'arresto, ma i guai giudiziari per i Filardo non sono finiti. La Procura Distrettuale Antimafia di Palermo ha chiesto nelle scorse settimane al Tribunale di Trapani l'applicazione di misure di prevenzione personale, come soggetti socialmente pericolosi, per le figlie Floriana e Valentina Filardo e per la moglie Francesca Barresi. Stranamente per Giovanni Filardo la Procura distrettuale, come hanno sottolineato i difensori dell'imprenditore, non ha chiesto le stesse misure di prevenzione.

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