giovedì 23 ottobre 2014

PER L'ANTICORRUZIONE, L'EX PM INGROIA, COMMISSARIO DI SICILIA E-SERVIZI E DEL LIBERO CONSORZIO COMUNALE DI TRAPANI, RICOPRE CARICHE FRA LORO "INCOMPATIBILI"

L'Autorità Anticorruzione, diretta dal magistrato Raffaele Cantone, ha invitato il presidente della Regione Siciliana a contestare senza ritardo all'ex magistrato Antonio Ingroia la causa di incompatibilità. Secondo la valutazione espressa dall'Autorità Anticorruzione in una nota inviata al presidente Rosario Crocetta, l'incarico di commissario liquidatore ed amministratore unico della società della Regione "Sicilia E-Servizi" e contemporaneamente quella di commissario straordinario del Libero Consorzio comunale di Trapani ricoperti dall'ex pubblico ministero sono fra loro "incompatibili". La Sicilia è stata la prima Regione ad aver ridisegnato, dopo l'abolizione delle Province, l'impianto istituzionale vigente, cancellando i nove enti intermedi e istituendo, con la legge n. 8 del marzo scorso, altrettanti Liberi consorzi dei Comuni. La motivazione su cui si fonda la valutazione dell'Anticorruzione - sempre secondo quanto si apprende - sta nel fatto che la carica di Ingroia nel Libero Consorzio comunale di Trapani è da considerarsi una carica politica assimilabile a quella di presidente di una Provincia regionale, perché l'ente esercita le stesse funzioni di governo. Da qui l'incompatibilità con la posizione che Ingroia ricopre in Sicilia E-Servizi, la società che si occupa dei servizi informatici della Regione Sicilia, ente di diritto privato in controllo pubblico in cui Ingroia è commissario liquidatore e amministratore unico. Una incompatibilità - quella tra gli incarichi di amministratore di un ente di diritto privato in controllo pubblico e le cariche di componenti degli organi di indirizzo politico nelle amministrazioni statali, regionali e locali - prevista espressamente dall'art. 13 del decreto legislativo 39/2013 che contiene disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità. I due incarichi furono affidati ad Ingroia dopo la decisione dell'ex pm di dimettersi dall'ordine giudiziario in polemica con il Consiglio superiore della magistratura che lo destinò alla procura della Repubblica di Aosta, alla scadenza dell'aspettativa che aveva chiesto per motivi elettorali. Ingroia, infatti, partecipò con il suo movimento "Azione Civile" alle elezioni politiche del 2013, ma senza ottenere alcun seggio in Parlamento. "La legge dice che l'incompatibilità si determina quando qualcuno ha un ruolo di governo in un ente pubblico e una carica in una società partecipata da quell'ente. Ma in questo caso - replica l'ex pm Antonio Ingroia - non è così. Tra pochi giorni, il 30 ottobre, scade il mio incarico di commissario al Libero Consorzio comunale di Trapani. La Regione ha previsto una proroga del commissariamento, ma non ha ancora indicato eventuali nuovi candidati. Forse c'è chi non vuole che io continui a fare quel che ho fatto finora. In Provincia ho trovato molte cose che non vanno, le ho segnalate alla Procura di Trapani e altre ne segnalerò. In ogni caso - sostiene Ingroia- tutto dipende da quello che deciderà Crocetta".

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