lunedì 6 ottobre 2014

NESSUN ABUSO D'UFFICIO PER GIANNI POMPEO. SI RICONFERMA IL SUO OPERATO E LA SUA INTEGRITÀ MORALE

Il Tribunale di Marsala ha assolto dall'accusa di abuso d'ufficio perché il fatto non costituisce reato l'ex sindaco di Castelvetrano Gianni Pompeo. Per l'imputato, il pm Antonella Trainito aveva chiesto la condanna a due anni di carcere. Alla base del procedimento c'era l'inchiesta scaturita da una denuncia presentata dall'ex comandante della Polizia Municipale, Simone Marcello Caradonna. Una controversia, quella tra il Caradonna ed il Comune iniziata subito dopo la recessione del contratto da parte dell’allora sindaco Pompeo. Nel giugno del 2007, rieletto sindaco, Pompeo rinnova la fiducia a Caradonna, data dal 2005, con un contratto di diritto privato a tempo determinato e a scadenza giugno 2012. Lo stesso sindaco nel luglio del 2009 con un procedimento di revoca sindacale decide di risolvere con effetto immediato il contratto, in quanto il dipendente Caradonna non avrebbe raggiunto gli obiettivi prefissati. Motivazioni riferite in diverse lettere con richieste di chiarimento da parte del primo cittadino sull'operato del comandante. Contro il provvedimento Caradonna fece ricorso al giudice del lavoro, che gli diede ragione, ordinando il reintegro nell'incarico. Per il giudice civile di primo grado il comandante della polizia municipale doveva rimanere al suo posto fino alla naturale scadenza del contratto giugno 2012 e il Comune gli avrebbe dovuto riconoscere la differenza di retribuzione che avrebbe percepito in virtù dell'incarico. "Come l'aveva nominato - ha invece sostenuto la difesa di Pompeo - il sindaco poteva benissimo anche revocargli l'incarico". Il rinvio a giudizio con l'accusa di abuso di ufficio per l'ex Sindaco di Castelvetrano, allora presidente provinciale dell'Udc, arrivò nell'ottobre 2012, quando Gianni Pompeo aveva annunciato la sua candidatura all'Ars. A darne immediatamente notizia allora era stato il diretto interessato, mentre il governatore Rosario Crocetta, all'epoca candidato alla Presidenza della Regione Siciliana, ebbe a commentare "Ci sono indagati ed indagati" . Immediate le congratulazioni oggi del successore di Gianni Pompeo. "Da sindaco e da cittadino - afferma il promo cittadino Felice Errante - voglio esprimere il mio compiacimento per la positiva risoluzione della vicenda che ha visto coinvolto l'amico Gianni Pompeo che oggi si vede restituita una parte di vita. Un amministratore, prima che un politico, è un uomo con i suoi affetti e tale vicenda aveva sicuramente tolto serenità ad una famiglia. L'odierno pronunciamento rende giustizia ad un uomo che ha servito la nostra città con impegno e nel solco della legalità".

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