mercoledì 22 ottobre 2014

MAFIA. SEQUESTRATI I BENI DI GAGLIANO. DIA BLOCCA ACCORDI TRA CASALESI E COSA NOSTRA

Accertata dalla Dia la sussistenza di accordi tra mafia siciliana e clan dei casalesi per gestire, in regime di sostanziale monopolio, il settore del trasporto su gomma nei mercati ortofrutticoli del sud Italia. È questo lo scenario disegnato dall'inchiesta che ieri ha portato la Direzione investigativa antimafia al sequestro delle proprietà di Carmelo Gagliano, 48 anni, autotrasportatore di Marsala, accusato di essere legato alla mafia siciliana e alla camorra casalese. L'imprenditore, secondo gli inquirenti, è amministratore e prestanome della mafia nella società di trasporti "A.F.M. Autofrigo Marsala Soc. coop". Nel gennaio 2012, durante le proteste dei Forconi, Gagliano finisce in carcere insieme ad altri cinque con l'accusa di aver messo a disposizione il parco automezzi della sua azienda ai fratelli Sfraga, legati in Sicilia a Riina e Messina Denaro, e a Costantino Pagano, prestanome degli Schiavone e titolare della ditta "La Paganese", in Campania. Le indagini già nel 2012 avevano fatto emergere l'esistenza di un accordo tra camorra e mafia. Il clan dei Casalesi, in cambio del monopolio dei trasporti in favore di una ditta appartenente a elementi di vertice dell’organizzazione, garantivano a imprenditori del commercio all'ingrosso organici alla mafia, la possibilità di vendere i prodotti ortofrutticoli provenienti dalla Sicilia in regime esclusivo sui mercati campani e del basso Lazio. Mercati "controllati e condizionati" dai casalesi. Adesso l'indagine della Dia avrebbe, secondo i magistrati, consentito di accertare, all'interno dei più importanti mercati ortofrutticoli del sud Italia, "l'esistenza di una monopolizzazione del settore dei trasporti su gomma e di accordi tra la mafia siciliana e il clan dei casalesi". Il provvedimento patrimoniale di beni immobili e societari nei confronti di Gagliano, emesso dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Trapani, presieduta da Piero Grillo su richiesta del procuratore aggiunto della Dda di Palermo, Bernardo Petralia, ha un valore di circa due milioni di euro. Il sequestro riguarda terreni, fabbricati, l'intero capitale sociale e il compendio aziendale di "L.G.F. Trasporti srl" con sede a Mazara del Vallo ed otto veicoli. Nell'ultimo bilancio depositato nel registro dell'imprese, i dati finanziari del compendio sequestrato riportano un range di fatturato nel 2012 'Tra 300.000 e 600.000 Euro". Il fatturato di "L.G.F. Trasporti srl", rispetto al 2010, è aumentato del 47.61% , registrando anche un aumento del 813.04% del risultato netto ottenuto dall'attività durante il 2012, tolti gli oneri finanziari, le tasse e gli ammortamenti.

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