sabato 25 ottobre 2014

MAFIA. LE MANI DI MESSINA DENARO DIETRO LA GESTIONE DELLA CAVA PER MATERIALI INERTI A CASTELVETRANO

C'è il superlatitante Matteo Messina Denaro alle spalle di una società che a Castelvetrano gestisce una cava per materiali inerti data in concessione dalla Regione Siciliana. A scoprire la vera proprietà della società castelvetranese, che durante la fase di assegnazione della concessione aveva le carte in regola, e a revocarne l'autorizzazione è stato l'ex assessore regionale all'Energia, Salvatore Calleri, nell'ambito di una serie di controlli e verifiche avviate nel settore edile. Il provvedimento adottato dall'ex assessore, che rappresenta l'ultimo suo atto prima delle dimissioni dalla giunta Crocetta, è scattato per sospette infiltrazioni mafiose in una zona controllata dal boss castelvetranese. Dopo aver constatato anomalie nella società, grazie anche alle verifiche incrociate delle autorità competenti, Calleri, in assoluto silenzio, ha invalidato la "regolare" autorizzazione. "Questa si chiama antimafia della pratica. Questo forse è uno dei motivi - ha dichiarato Calleri - per i quali c'è qualcuno che non mi ama". La scoperta della gestione dell'ex cava dismessa per il confezionamento dei rifiuti di materiali inerti riconducibile al boss è avvenuta una ventina di giorni fa, ma l'ex assessore la resa pubblica solo adesso. "Noi dobbiamo azzerare la cattiva politica, quella buona invece - ha affermato il governatore della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, a sostegno delle decisioni di Calleri - la dobbiamo portare avanti. Non credo che altri governi abbiano avuto la voglia e la capacità di compiere le scelte coraggiose nel settore della formazione, nella sanità e dell'ambiente fatte da parte degli assessori della mia giunta. Queste battaglie vanno proseguite con fermezza per il bene della Sicilia". Calleri è tra gli assessori che, dopo l'azzeramento della giunta, Crocetta vorrebbe riconfermare nella formazione di una nuova squadra di governo. Prima dell'azzeramento della giunta, Salvatore Calleri aveva esteso i controlli anche al settore dell'eolico per poi allargarli ad altri comparti. L'obiettivo è quello di verificare "tutti i passaggi di proprietà" nelle concessioni, evitando future spiacevoli sorprese.

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