lunedì 13 ottobre 2014

MAFIA. ATTESA PER OGGI LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DEL RIESAME PER FILARDO

Non si arresta la battaglia giudiziaria tra i magistrati di Palermo e i legali della famiglia Filardo. La Procura Distrettuale Antimafia di Palermo ha chiesto al Tribunale di Trapani l'applicazione di misure di prevenzione personale, come soggetti socialmente pericolosi, per Floriana e Valentina Filardo e Francesca Maria Barresi, rispettivamente figlie e moglie dell'imprenditore Giovanni Filardo, cugino del boss Matteo Messina Denaro. L'intero nucleo familiare venne coinvolto nell'operazione "Eden", quando all'alba del 13 dicembre scorso finirono in carcere con la cugina Patrizia Anna Messina Denaro, sorella del boss, ed altri parenti e fiancheggiatori vicini alla famiglia mafiosa castelvetranese.
La richiesta dei magistrati di Palermo, che arriva ad un mese dal sequestro dei beni riconducibili a Giovanni Filardo, troverebbe ragioni all'interno delle complicate vicende giudiziarie a carico della famiglia Filardo. Come è noto, Filardo venne arrestato insieme alla moglie e alle due figlie, con l'accusa di "trasferimento fraudolento di beni, al fine di agevolare l'attività della mafia avendo intestato fittiziamente ad altre persone somme di denaro ed altri beni". Dopo qualche settimana di carcere l'intera famiglia viene scarcerata dal Tribunale del riesame, annullando il provvedimento di custodia cautelare che era stato emesso nell'ambito dell'operazione Eden per i coniugi Giovanni Filardo e Francesca Maria Barresi, e per le figlie Valentina e Floriana. L'8 maggio scorso interviene la Cassazione che ha annullato la decisione del tribunale del Riesame di Palermo che, accogliendo il ricorso del pm Paolo Guido, ha annullato la scarcerazione per i due coniugi, rinviando nuovamente al Riesame. mentre per le figlie di Filardo non c'era stata impugnazione da parte della Procura, in quanto il reato non sarebbe configurabile tra familiari. Mesi di varie e complicate procedure giudiziarie. Il Tribunale della Libertà annulla tutto per Valentina Filardo, mentre la sorella Floriana deve attendere l'esito del ricorso in cassazione per la nomina dell'amministratore della società di famiglia. Posizione simile anche per la moglie Francesca Maria Barresi che attende notizie sul ricorso presentato dalla Procura in Cassazione, inerente il reato di intestazione di quote. Giovanni Filardo invece, attende oggi la sentenza del Tribunale della Libertà sul ricorso della Procura relativo al reato di intestazione fittizia di quote e nomina dell'amministratore. Le indagini, portate avanti dalla Procura di Palermo, avrebbero dimostrato la "manifesta sproporzione tra il valore dei beni e la capacità reddituale dell'imprenditore, tale da non consentire la possibilità di acquisire le risorse finanziarie, idonee ad avviare autonomamente nuove attività commerciali, dai redditi legittimamente dichiarati dall'interessato. Tali disponibilità, pertanto, sono da considerarsi frutto delle attività illecite o il reimpiego dei relativi proventi". Intanto, la richiesta di misure di prevenzione personale, se accolta dal Tribunale di Trapani ed applicata, prevede l'obbligo di soggiorno, di firma, il ritiro della patente ed altre limitazioni personali. Gli avvocati difensori, Vito Signorello, Roberto Mangano e Antonino Caleca, che hanno difeso il nucleo familiare fin dall'arresto del dicembre scorso, si opporranno all'istanza presso il Tribunale di Trapani, ma non riescono a dare valide motivazioni sul perché di tale richiesta a carico delle figlie e della moglie di Giovanni Filardo rimasto fuori dalla richiesta.

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