sabato 18 ottobre 2014

EFFETTO DOMINO PER PAPANIA. DOPO IL VOTO DI SCAMBIO ADESSO E' INDAGATO PER CORRUZIONE

Il tribunale di Palermo ha chiesto al Senato l'autorizzazione all'uso di intercettazioni telefoniche che risalgono al periodo, che va dal 2010 al maggio 2012, in cui il politico alcamese Nino Papania sedeva a Palazzo Madama. L'ex parlamentare del Pd, già sotto processo per voto di scambio, è indagato dalla Procura di Palermo per corruzione continuata, propria e impropria, nell'ambito di una indagine che riguarda i suoi legami con i vertici, anche loro sotto processo, del disciolto Ato Rifiuti "Terra dei Fenici" di Trapani e con la società incaricata della raccolta rifiuti, "Aimeri ambiente". L'utilizzo delle intercettazioni da parte della magistratura palermitana è essenziale al fine della prosecuzione dell'inchiesta. Nella richiesta di autorizzazione a procedere si legge che Papania avrebbe ottenuto la garanzia di assunzioni presso l'Aimeri, ancora oggi incaricata della raccolta e smaltimento dei rifiuti nell'ambito territoriale trapanese, in cambio di un suo presunto ruolo svolto per garantire la società nei rapporti con l'amministrazione dell'Ato Ambiente. Le stesse accuse sono peraltro contestate in un altro filone di indagine già arrivato all’esame del gup Marina Petruzzella del Tribunale di Palermo, e contenute nella richiesta di rinvio a giudizio firmata dal pm Carlo Marzella riguardante proprio i vertici dell'Ato Rifiuti e dagli amministratori dell'Aimeri. Sei indagati in tutto in una indagine condotta dai carabinieri, il cui rapporto conclusivo investigativo risale al settembre 2011 e che accusa anche Papania, indicato dai carabinieri come "deus ex machina" delle presunte "malefatte gestionali dell'Aimeri, che a sua volta avrebbe contraccambiato con regalie e garantendo assunzioni". Dal rapporto risulta che dalle mani dell'allora senatore sarebbero passate, "pur se questi non aveva alcuna titolarità e responsabilità gestionale all'interno dell'Ato", tutte le carte relative ai contratti stipulati dall'Ato con l'Aimeri, addirittura la corrispondenza tra i Comuni, che si lamentavano del servizio reso, l'Ato e l'azienda, e in questo modo il politico alcamese avrebbe gestito buona parte delle assunzioni presso l'Aimeri per garantirsi così il sostegno elettorale. Dopo il deposito di una memoria difensiva, Papania, ascoltato dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere, che deve decidere se concedere ai magistrati l'uso delle intercettazioni, si è difeso dichiarando che i carabinieri sapevano benissimo che stavano intercettando un parlamentare e che "le intercettazioni non sono state frutto di casualità", come detto nel rapporto dei carabinieri, per cui se ne dovrebbe dedurre che i militari sapevano di intercettarlo e non avrebbero potuto farlo. Di contro, nel verbale dei militari dell'Arma viene evidenziato che ad essere intercettati erano i vertici della società di nettezza urbana, dunque non sarebbero state registrate direttamente le conversazioni del cellulare dell'esponente del Pd. Nel rapporto investigativo si legge che "i disservizi, non vengono usati per una eventuale risoluzione dei contratti di appalto, bensì diventano strumento di richiesta di assunzioni e favoritismi contrattuali in favore del direttore dell'Ato e del senatore della Repubblica". Le intercettazioni hanno registrato in alcune occasioni il nervosismo dei vertici dell'Aimeri per le pressioni dell'ex parlamentare. Nel seguito dell'audizione Papania ha rimandato al contenuto della memoria depositata. La Giunta del Senato ha deciso di rinviare la prosecuzione dei lavori in attesa di ottenere dal gip di Palermo ulteriore documentazione come la proroga delle indagini del luglio 2010.

Nessun commento:

Posta un commento