giovedì 23 ottobre 2014

DOPO UN TRENTENNIO SPAZZATE VIA LE PALE EOLICHE DA MOTHIA

Dopo un trentennio le quattro pale eoliche, installate in via sperimentale e mai entrate in funzione, sull'isola di Mothia, sita al centro della Laguna dello Stagnone di Marsala, non si vedranno più. Terna Rete Italia, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, come annunciato a Luglio, ha messo a disposizione, pur non essendone la proprietaria, i propri tecnici e mezzi per rimuovere i generatori eolici dal sito archeologico. "Come rappresentante della Fondazione - ha dichiarato Renato Albiero, consigliere della Fondazione Giuseppe Whitaker -, ma anche a nome di tutti i visitatori dell'isola di Mozia, esprimo il mio plauso riconoscente a Terna e ai suoi dirigenti per la rimozione degli ormai obsoleti generatori eolici che ingombravano da oltre un ventennio il paesaggio di uno dei più antichi insediamenti fenici del Mediterraneo. Grazie all'impegno materiale dei tecnici e alla politica di rispetto per l'ambiente di Terna, possiamo ammirare nuovamente la fisionomia di uno scenario naturale unico al mondo, privo di superfetazioni inutili". Gli fa eco la Soprintendente di Trapani Paola Misuraca che sottolinea come "Aver liberato Mozia da questo ingombro è un gesto apprezzabile. Queste pale erano un detrattore per l'isola certamente non meritato. Spesso il mio ufficio si trova come controparte di Terna in quelle che sono le attività di realizzazione delle infrastrutture per la valutazione del loro impatto sul paesaggio. In questo caso, invece, non vi è stato alcun contrasto, anzi dobbiamo essere grati all'azienda per aver attuato un intervento di questa portata". Le operazioni di smantellamento da parte di Terna, durate tre giorni, compreso il trasporto fuori dall'isola avvenuto con un elicottero, si sono concluse con una cerimonia a cui hanno preso parte, oltre al prof. Renato Albiero, il Responsabile Direzione Territoriale Centro Sud di Terna Rete Italia, Francesco Bonci, e numerosi rappresentanti del mondo culturale e istituzionale siciliano. Avrebbe dovuto essere presente anche l'assessore regionale Pina Furnari, rimasta invece a Palermo dopo l'azzeramento della Giunta deciso dal Governatore Crocetta. "Terna ha sempre gestito le proprie attività infrastrutturali - ha spiegato Francesco Bonci - in un'ottica di sostenibilità che si traduce in un concreto rispetto del territorio e dell'ambiente. Questo impegno è particolarmente sentito in Sicilia, una regione prioritaria nei progetti dell'azienda. Oltre 200 tecnici - ha ricordato Bonci - sono impegnati giornalmente per gestire e garantire la sicurezza del sistema elettrico siciliano. Inoltre, nei prossimi anni sono previsti ingenti investimenti sia per realizzare nuove opere infrastrutturali sia per ammodernare gli attuali 5.000 km di linee elettriche esistenti". La Sicilia rappresenta, con circa un miliardo di investimenti, una fetta importante dell'attività infrastrutturale di Terna Rete Italia. Tra le principali opere in corso di realizzazione c'è l'elettrodotto Sorgente-Rizziconi che collega, sotto la superficie marina, l'Isola con la Calabria. L'opera consentirà quello che viene annunciato come un consistente risparmio in bolletta per cittadini ed imprese, circa 600 milioni di euro all'anno. Intanto, il ricavato dalla vendita del materiale ferroso recuperato a Mothia verrà devoluto dall'azienda alla Fondazione Whitaker, che sull'isola gestisce il museo, dove è tornata a fare bella mostra di sé la statua del "Giovinetto".

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