venerdì 24 ottobre 2014

ANCORA "INCOMPATIBILITÀ" NEL TRAPANESE, DOPO INGROIA E' LA VOLTA DI ALFANO E LA BELICE AMBIENTE

Torna ad occuparsi di "incompatibilità" il deputato regionale del Pd, Giovanni Panepinto. Dopo Antonio Ingroia, l'onorevole agrigentino continua a vigilare sul territorio trapanese, in particolare riguardo gli incarichi rilasciati dal Presidente della Regione. "Chiedo di verificare - scrive il parlamentare regionale del Pd nell'interrogazione presentata all'Ars e rivolta al presidente della Regione e agli assessori all'Energia e alle Autonomie locali - se vi siano cause di incompatibilità tra l'incarico di Commissario della Belice Ambiente Ato Tp 2 e il ruolo di deputato europeo svolto da Sonia Alfano nella scorsa legislatura". Nell'interrogazione viene ricordato l'articolo 53 del D.Lgs. 165/2001, così come modificato dalla legge 190/2012, nel quale si evince "che (1-bis) non possano essere conferiti incarichi di direzione di struttura deputate alla gestione del personale a soggetti che rivestano o abbiano rivestito negli ultimi due anni cariche in partiti politici o in organizzazioni sindacali o che abbiano avuto negli ultimi due anni rapporti continuativi di collaborazione o di consulenza con le predette organizzazioni". Sonia Alfano, ex presidente della prima Commissione Parlamentare Europea, come Commissario straordinario della Belice Ambiente Ato Tp2, dopo il decreto di nomina firmato dall'assessore regionale Salvatore Calleri, si è insediata appena il 15 ottobre. Il compito del neo commissario è traghettare la Belice Ambiente verso le nuove Società Regolamentazione Rifiuti. "Non me ne voglia l'onorevole Alfano se chiedo - precisa Panepinto - di verificare l'eventuale violazione di una norma, peraltro sull'anticorruzione. Presento questa interrogazione mettendo nel conto che possa arrivare la reazione scomposta da parte di qualcuno, ma non per questo rinuncio a dire che, a mio parere, la sua nomina può configurare la violazione di una disposizione di legge. E dal momento - spiega il deputato regionale - che già nelle scorse settimane avevo presentato una interrogazione simile riguardo gli incarichi conferiti ad Antonio Ingroia e le mie obiezioni sono poi state avvalorate da parte dell'Autorità nazionale contro la Corruzione che è intervenuta una censura – conclude l'esponente del Pd - suggerisco al governo di valutare attentamente i contenuti di questa mia interrogazione".

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