martedì 23 settembre 2014

PAROLA AI CITTADINI. IL DEGRADO E L'ABBANDONO DELLE VILLE COMUNALI DI CASTELVETRANO (FOTO NOTIZIA)

Antonino Parrinello è un cittadino castelvetranese amareggiato di non poter trascorrere una domenica
spensierata con la propria figlioletta in una delle ville comunali di Castelvetrano. 
Per denunciare lo stato di degrado in cui versano i pochi polmoni verdi del centro cittadino e che la tutela della salute dei bambini sia un bene primario non negoziabile ha scritto a Siciliaunopolis inviando alcune significative fotografie sullo stato del Giardino Comunale Giovanni Falcone e Paolo Borsellino "con la speranza - scrive Antonino - di sensibilizzare chi di competenza". Le foto scattate da Antonino Parrinello parlano da sé e denunciano la totale assenza di controllo di un'area deputata alle famiglie e soprattutto ai cittadini più piccoli, per eccellenza gli indifesi. Giostrine, panchine, lampioni, aiuole ed altre attrezzature sono lasciate alla mercé dei vandali e dei drogati, mercato di traffici illeciti. L'obiettivo del cittadino sensibile è portare all'attenzione dell'opinione pubblica il degrado ambientale, igienico e strutturale in cui viene tenuta la villa, preoccupato dallo status quo in cui versano gli unici spazi pubblici in cui i piccoli cittadini possono usufruire di verde attrezzato. 





"Io pur abitando in zona Giallonghi - sottolinea Antonino Parrinello - portavo in piazza Dante mia figlia di 9 anni con il cagnolino per farli giocare, anche perché nel viale Roma tutti i giochi sono distrutti". 
 Al Parco delle Rimembranze scivoli e giochi che cadono a pezzi costituiscono un pericolo per i tantissimi bambini che frequentano la villa comunale. Le ville comunali giacciono nell'incuria, abbandonate a se stesse, nella totale assenza di interesse. Basterebbe il semplice ripristino delle minime condizioni di utilizzo dei luoghi e la costante vigilanza delle aree. Al momento Antonino, dopo quanto ha documentato e denunciato con un paio di significativi scatti, non può di certo continuare a portare la propria figlioletta di nove anni al Giardino Comunale. 
Gli resta solo la speranza di poter sensibilizzare le coscienze e di ritrovare il piacere di vivere i luoghi simbolici del paese.



































   




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