sabato 27 settembre 2014

LITE TRA AVVOCATI, PUGNI ED OSSA ROTTE PER UNA PARCELLA TROPPO CARA

Una parcella troppo cara è alla base dell'aggressione subita da un professionista lilibetano, G.C., queste le iniziali, che vede gli avvocati marsalesi sotto shock. Sì, perché la lite con pugni e ossa rotte
è avvenuta tra due avvocati, anche se l'aggressore, A.L., in questo caso, non vestiva i panni del legale della controparte in una disputa, ma era il cliente della vittima, che si era rivolto al collega per farsi difendere in un procedimento giudiziario. L'episodio è avvenuto in una via del centro di Marsala, nei pressi dello studio del legale. Il cliente/collega si è appostato nelle vicinanze e appena G.C. è sceso in strada gli ha sferrato un violento pugno in volto, provocandogli lesioni alla mandibola, ad altre ossa facciali e al nervo ottico. Il pugno subito ha comportato una lesione alla zona occipitale e, in un primo momento, si riteneva che la vittima potesse anche perdere la funzionalità dell'occhio. In ogni caso, è stato sottoposto ad intervento chirurgico e la prognosi è superiore a quindici giorni. Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato di Polizia di Marsala, che stanno indagando sull'accaduto. Ad innervosire l'aggressore, oltre al mancato accordo sul pagamento dell'onorario, sarebbe stata, secondo le prime ricostruzioni, anche la presentazione dell'appello, da parte dell'accusa e della parte civile, alla sentenza di primo grado che lo ha visto assolto, lo scorso mese di marzo, da violenza sessuale su una ragazzina di 12 anni. Adesso oltre a cercare un altro collega del Foro di Marsala che abbia il "coraggio" di difenderlo in attesa della sentenza d'appello che potrebbe anche ribaltare quella di primo grado, A.L. dovrà affrontare anche un procedimento penale con l'accusa di aggressione e lesioni personali ai danni del suo collega, pagandogli non solo la parcella contestata con l'aggressione ma anche le spese per le cure mediche subite.
di Salvo Cimino

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