giovedì 4 settembre 2014

LA CATTURA DI MATTEO MESSINA DENARO TRA LE PRIORITÀ DEL COL. RICCARDO SCIUTO PROSSIMO AL COMANDO DELLA DIA DI PALERMO,

Catturare Matteo Messina Denaro, il super latitante castelvetranese a capo di Cosa Nostra, è tra i primi obiettivi del colonnello dei carabinieri Riccardo Sciuto, che lascia la Città dei Templi per raggiungere Palermo, dove dal prossimo dieci settembre comanderà il Centro operativo della Direzione investigativa antimafia. Lasciando la provincia di Agrigento per il nuovo e prestigioso incarico, l'ufficiale dei carabinieri, ormai ex capo del Comando provinciale, ha salutato lanciando un appello per un risveglio delle coscienze dei cittadini e degli imprenditori del territorio agrigentino: "Continuate a parlare di mafia per sollecitare le coscienze". Il ruolo svolto nel territorio agrigentino lo portano ad affermare che le zone di interesse di Matteo Messina Denaro "sembrano essere quelle di Palermo, Trapani ed Agrigento. Faremo del nostro meglio - assicura il colonnello Sciuto - La sua cattura sarà sicuramente un grande risultato per lo Stato e per la sicurezza dell'ordinamento democratico". Sciuto era in carica ad Agrigento dal novembre 2011, quando lasciando Catania, aveva dato il cambio di guardia al Comando Provinciale dei Carabinieri della città dei Templi al parigrado Mario Di Iulio. "Lascio una provincia sicuramente migliorata. Sono stati fatti molti passi avanti e ancora tanti bisognerà farne, ma l'odierna credibilità delle istituzioni - ha precisato il colonnello Riccardo Sciuto - deve spingere sempre di più i cittadini ad un risveglio delle coscienze". Numerose in quasi tre anni le attività svolte dal Comando da lui diretto con risultati brillanti. "La forza intimidatrice è fortemente scemata – ha continuato l'ufficiale dei carabinieri - grazie al lavoro delle forze dell'ordine. Tutto questo andrà ad agevolare i cittadini nel trovare il coraggio di denunciare e di affiancare le forze di polizia. Soltanto una costante, continua e attenta riflessione su temi come la mafia può sollecitare le coscienze dei giovani a riflettere".

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