domenica 14 settembre 2014

I COMUNI TRAPANESI NON VERSANO LE QUOTE E RYANAIR CANCELLA ALTRE SEI ROTTE, PRONTA GRADUALMENTE A LASCIARE LO SCALO DI BIRGI

Nella nuova programmazione per la Summer 2015 della Ryanair, il "Vincenzo Florio" risulta fortemente penalizzato. La compagnia low coast continua la sua strategia di alleggerimento della sua
presenza all'aeroporto di Birgi, che perde altre sei tratte, a favore di altri scali ormai ritenuti strategici in Sicilia, come Palermo e il nuovo aeroporto della Sicilia orientale, Comiso, scalo in cui sono state riconfermate sei rotte su sette, ridimensionando l'impegno su quello della provincia trapanese. Al momento risultano cancellati i collegamenti per Cagliari, Girona Barcellona, Goteborg, Maastricht, Manchester e Perugia. Su Comiso, invece, ad oggi risultano confermate, con variazioni dei giorni in cui le rotte verranno operate, le tratte per Dublino, Londra Stansted, Roma Ciampino, che rimarrà giornaliero, Pisa, Bruxelles Charleroi e Francoforte Hahn. Il neonato aeroporto "Pio La Torre" di Comiso, in un anno di vita ha superato i centocinquanta mila passeggeri e nei primi mesi del 2014 sono stati già novanta mila. A Catania, l'aeroporto di Fontanarossa registra un costante aumento di passeggeri sia nazionali che provenienti dalle rotte internazionali. Anche l'aeroporto 'Falcone-Borsellino' di Palermo ha avuto una crescita, ma solamente di passeggeri nazionali. Trapani registra invece una costante riduzione del traffico aereo sia nazionale che internazionale. Le scelte fatte finora sembrano andare in queste direzioni ed è già allarme nel territorio. Infatti non poche sono le preoccupazioni da parte degli operatori turistici che stanno predisponendo una manifestazione di protesta nelle prossime settimane, ma anche in chi "deve" onorare gli impegni con la compagnia irlandese per il contratto di co-marketing sottoscritto a suo tempo, non nasconde le preoccupazioni. L'accordo di co-marketing, sottoscritto tra Airgest, Camera di Commercio e i ventiquattro Comuni della Provincia, prevede investimenti per circa tre milioni di euro in tre anni per per non fare andare via la compagnia da Trapani e mantenere vivo lo scalo trapanese. Alle amministrazioni locali tocca versare fior di quattrini alla "Airport marketing service limited", la società che cura il marketing della Ryanair. Perché sulla carta si parla di marketing. Pagamenti spalmati in quattro tranche, di cui un milione e centomila da versare entro settembre. All'appello ne mancano ancora quasi 600 mila, considerando che la Camera di Commercio, che è l'ente che fa cabina di regia del progetto co-marketing, ha già versato per intero la sua quota da 300 mila euro. Fra i comuni virtuosi Favignana, Erice, Castellammare del Golfo, Partanna, Valderice, Buseto Palizzolo e Paceco, mentre San Vito Lo Capo ha versato un acconto del 25% della propria quota. Con pochissime eccezioni, i restanti Comuni non hanno ancora versato la propria quota e la compagnia irlandese sembra si stia gradualmente attrezzando per lasciare Trapani. In pratica, si scopre che in realtà ci sono nodi grossissimi nei bilanci dei comuni, molti devono approvare quello di previsione e non riescono a trovare le somme per sbloccare la situazione. Della vicenda si sta interessando anche il prefetto di Trapani, Leopoldo Falco. Di indignazione e stupore, rispetto alle decisioni della compagnia irlandese, è la reazione del Sindaco di Erice, Giacomo Tranchida, che ritiene direttamente responsabile il Presidente della Regione Crocetta, quale socio di maggioranza di Airgest, nonché tutte le forze politiche di governo, in primis i parlamentari regionali del trapanese. "Non solo dunque - dichiara Tranchida - una mancata strategia di governante promo-turistica siciliana, capace di negoziare con la compagnia irlandese non solo il "pizzo" pubblico per il co-marketing, ma anche le tratte di collegamento più favorevoli per un turismo disponibile a spendere nel nostro territorio, ma, oggi, financo la "correità " politica che mira alla chiusura dello scalo aeroportuale turistico trapanese e dunque dell'economia su cui hanno puntato migliaia di famiglie per favorire un pezzo di pane e di futuro per i propri figli. Se questa è la "rivoluzione", non hanno torto - puntualizza il sindaco di Erice - tanti che sempre più a voce alta continuano a dire che si stava meglio quando ci stava di peggio...".

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