lunedì 15 settembre 2014

EMERGENZA MIGRANTI. ARRIVANO IN 721, MA DOPO SISTEMATI 100 FANNO PERDERE LE PROPRIE TRACCE.

"Non bisogna tirare troppo la corda. Scriverò - ha dichiarato il prefetto di Trapani, Leopoldo Falco - una lettera di protesta al ministero". L'arrivo sabato pomeriggio, al molo Ronciglio del porto di
Trapani, dei settecentoventuno migranti, soccorsi nella notte tra giovedì e venerdì a circa cento miglia a Sud di Lampedusa, questa volta ha lasciato il segno. Gli extracomunitari, appartenenti a diverse etnie, con una netta prevalenza di siriani, tra di loro cento minori e settantuno donne, di cui tre in stato interessante, sono stati trasferiti nelle strutture di accoglienza del Trapanese e nella stessa città di Trapani. Questa mattina, però la sorpresa a Trapani, dove la palestra Cappuccini, attigua alla scuola media Buscaino Campo, è stata trovata vuota. I cento migranti, tutti di nazionalità siriana, che erano rimasti a Trapani, sono andati via. Uomini, donne e bambini hanno fatto perdere le proprie tracce. Intanto, sempre questa mattina è scoppiata una rivolta al Residence Marino di Trapani, dove sono ospitati altri richiedenti asilo politico, una trentina in tutto. Motivo del malcontento, le lungaggini burocratiche per ottenere il rilascio dei documenti. Così un gruppo di migranti, che ancora attende di essere ricevuto dalla commissione territoriale, è andato in escandescenze. Scattato l'allarme, sono intervenuti gli agenti di polizia e dopo alcuni momenti di tensione, la situazione è ritornata alla "normalità", mentre dal Cie di Milo giungeva notizia in prefettura che tre extracomunitari sono fuggiti. Sul fronte immigrazione, nonostante al momento dell'arrivo ad attenderli sulla banchina vi è la solita e ormai collaudata task-force, composta da carabinieri, agenti di polizia, militari della guardia di finanza e della capitaneria di porto, associazioni di volontariato, uomini e donne della protezione civile ed ambulanze, poi la città si trasforma in una polveriera.





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