venerdì 8 agosto 2014

UN CASO DA "SEPOLTI IN CASA - ANIMALI" A SAN VITO LO CAPO

A San Vito Lo Capo, uno dei più famosi luoghi di soggiorno estivo della Sicilia per la bellezza della sua
spiaggia, è stata scoperta la "casa degli orrori". Una condizione di degrado immaginabile solo a chi ha visionato il programma televisivo "sepolti in casa - animali". Eppure l'assurda vicenda si è consumata sotto gli occhi di tutti, in pieno centro cittadino. Tra carcasse di animali in putrefazione, resti di ossa di gatto, di galline e di altri animali, difficili da identificare, tra feci umane e di animali sul pavimento di ogni singola stanza, avanzi di cibo, vecchi materassi, rifiuti ovunque, ragnatele, mosche, pulci e quant'altro, c'erano una decina di gatti ed una gallina che vivevano, in queste condizioni, in compagnia dei propri padroni, quattro persone, madre e padre, entrambi sulla settantina d'anni, e i due figli ultra quarantenni. Il nucleo familiare abitava in una casa situata al piano terreno e dotata di porte a vetri, esattamente in una traversa di via Savoia a San Vito Lo Capo, da dove, ogni giorno passano migliaia di turisti e vacanzieri diretti verso una delle spiagge che nel 2011 è stata eletta la più bella spiaggia italiana e l'ottava in Europa. A scoprire l'abitazione incriminata e a chiedere l'intervento alle autorità competenti è stato il capo segreteria nazionale del Partito Animalista Europeo, Enrico Rizzi, che è stato riconosciuto, mentre si trovava nella località balneare, e fermato da alcuni abitanti del luogo gli è stata fatta notare l'assurda situazione. Rizzi ha immediatamente informato il sindaco di San Vito Lo Capo, Matteo Rizzo, il comandante della polizia Municipale ed il nucleo delle guardie eco-zoofile dell'associazione Oipa Italia Onlus. Giovedì l'irruzione nell'appartamento, su esecuzione del provvedimento emesso dal sostituto procuratore di Trapani, Andrea Tarando. Quella che si è presentata alle guardie eco-zoofile dell'Oipa, assieme allo stesso Rizzi, nominato ausiliario di polizia giudiziaria, che hanno sequestrato gli animali rinvenuti vivi, è stata una scena indescrivibile. Mentre il nucleo familiare disagiato è stato affidato ai servizi sociali, ad entrare in casa anche l'Asp di Trapani che ha sigillato l'abitazione. "Entrare in quella casa – racconta Rizzi – e vedere come vivevano quelle persone è stato terribile. La signora più anziana, aveva i piedi ricoperti di escrementi e continuava a dire 'chi siete? perché entrate in casa mia?' Come se fosse tutto normale". Poco si sa della sfortunata famiglia. "Alcuni vicini mi hanno detto – riferisce Rizzi – che il capo famiglia si è trasferito qui molti anni fa dagli Stati Uniti. In paese dicono anche che la coppia sia proprietaria di una trentina di appartamenti in provincia di Trapani e di una pizzeria a S.Vito. E in effetti, dentro l'abitazione c'erano dei bicchieri da ristorazione e delle scorte alimentari. Non riesco a capire - si interroga Rizzi - come sia potuto accadere. Nessuno sa dire con esattezza da quanto tempo vivevano così, ma molti sapevano. Nella strada della casa c'era una puzza insopportabile".
di Salvo Cimino

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