giovedì 21 agosto 2014

PRECIPITA DALLA FINESTRA E MUORE. L'OMICIDA ARRESTATO E' SALEMITANO

Dopo oltre due mesi dalla morte di Daniela Puddu, una donna di 37 anni, precipitata il 14 giugno scorso dal balcone della sua abitazione, al terzo piano di uno stabile di Fiorenzuola d'Arda, la Procura e i carabinieri di Piacenza avrebbero fatto luce sulla misteriosa morte che il convivente Dario Rizzotto, 35 anni originario di Salemi, aveva inscenato come suicidio, dichiarando nel frangente agli investigatori: "Si è lanciata nel vuoto all'improvviso". Ma la ragazza non soffriva di depressione. Quello di Daniela Puddu è stato un omicidio. A porre fine ai suoi giorni, secondo gli investigatori, il raptus di gelosia del suo compagno, Dario Rizzotto, già noto alle forze dell'ordine, arrestato per omicidio volontario. Il convivente della ragazza di Iglesias avrebbe agito al culmine di una lite furibonda con la donna, innescata dalla gelosia dopo avere scoperto che la ragazza intratteneva ancora contatti con l'ex fidanzato. 
La donna aveva lasciato l'ex proprio per stare con Rizzotto. I carabinieri del comando provinciale di Piacenza hanno fin da subito nutrito diversi dubbi sul fatto che si trattasse di un suicidio. Innanzitutto perché alcuni vicini di casa avevano riferito ai militari di aver udito delle grida provenire dall'appartamento prima che la donna morisse, intorno alle 23. Inoltre sul suo corpo era stata trovata una ferita al fianco sinistro che al momento non si spiegava. Avrebbe ucciso la fidanzata per gelosia. La tragedia si è consumata in pochi minuti. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Rizzotto avrebbe sorpreso la compagna a chattare con l'ex su Facebook. Poi la lite violenta degenerata in colluttazione, le urla udite anche dai vicini e la convivente scaraventata dalla finestra provocandone la morte, dopo un volo di 11 metri. Ai carabinieri di Fiorenzuola, subito accorsi, Rizzotto ha ripetuto fin da subito che si era trattato di un suicidio. "Io ero nell'altra stanza quando lei si è buttata". Ma nessuno gli ha creduto. "O meglio - affermano il sostituto procuratore Roberto Fontana e il capitano dei carabinieri Emanuele Leuzzi - quella del suicidio è un'ipotesi che abbiamo preso in considerazione, ma è stata subito scartata grazie agli indizi raccolti in questi due mesi". Gli inquirenti sottolineano che molto probabilmente, al momento del delitto, l'imputato era sotto l'effetto di sostanze stupefacenti e di alcol. Rizzotto è stato rinchiuso in carcere e nei prossimi giorni sarà sentito dal giudice per le indagini preliminari.

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