giovedì 14 agosto 2014

LA NOTTE DI FERRAGOSTO FRA ORDINANZE E DIVIETI. MUORE UNA TRADIZIONE

E' scattato il countdown in vista di Ferragosto. Già dalla tarda mattinata di oggi le spiagge dei comuni costieri
della Regione Siciliana sono state prese d'assalto da bagnanti e villeggianti che vorranno trascorrere sugli arenili la notte che dal 14 porta al 15. Ma chi rimarrà in spiaggia nelle ore notturne dovrà fare i conti con diversi divieti previsti da ordinanze sindacali, Codice della Navigazione e Decreto dell'Assessorato regionale n 476/07 del Dipartimento del Territorio e dell'Ambiente. Le diverse ordinanze ricordano in particolare l'assoluto divieto all'accensione di qualsiasi fuoco, sia "a combustibile o ad energia elettrica nelle cabine o fuori dai luoghi ad esso destinati", e comunque ad accendere falò su tutte le spiagge anche a ridosso delle aree costiere prospicienti le spiagge e le scogliere. Ribadendo che la trasgressione è punita con sanzioni che vanno dai 25 ai 500 euro. Nello specifico questo divieto, che viene sempre e solo ricordato in prossimità del Ferragosto, è inserito al punto 6 dell'art.3 del D.D.G. n.476 del 1 giugno 2007. L'articolo in questione disciplina l'uso delle spiagge e delle strutture balneari con una serie di divieti che comprendono al punto 3 "il transito, sosta e bagno di cani ed altri animali", se non in aree appositamente destinate, salvo si tratti di cani guida per i non vedenti e di salvataggio, mentre il punto 4 recita che è vietato "lo svolgimento di giochi che possono recare danno o molestia a persone, quali palloni, tamburelli, frisbee, ecc", puntualizzando che "detto divieto è da estendersi anche agli specchi acquei prospicienti le spiagge fino a una distanza di metri 25 dal limite acque sicure". Quelli che in molti ignorano perché non reclamizzato come il punto 6, cioè quello che vieta "l'accensione di qualsiasi fuoco sulla spiaggia" è il punto 7 che recita "E' vietato campeggiare o pernottare sulla spiaggia nonché l'uso delle cabine come abitazione". Proprio in virtù di questo comma molti vacanzieri, ignari della norma, questa mattina sono stati costretti dalla Guardia Costiera che opera nel Circondario Marittimo di Terrasini, comprendente il territorio dei Comuni di Balestrate, Trappeto, Terrasini, Cinisi e Carini, a smontare i tendaggi e rinunciare all'idea di accamparsi per la notte di Ferragosto. Anche se non esplicitamente dichiarato nelle ordinanze sindacali, il divieto è comunque vigente. Sempre l'articolo 3 vieta al punto 8 "La produzione di suoni molesti a mezzo di altoparlanti ed amplificatori di qualsiasi genere e, comunque, di rumori che possano recare pregiudizio alla normale percezione di segnali di allarmi vocali o a mezzo di ausili sonori. In ogni caso, è comunque obbligatorio mantenere il volume e l'intensità sonora delle emissioni entro i limiti consentiti dalle norme in vigore". Infine, il punto 9 vieta di "occultare, danneggiare, spostare segnali fissi o galleggianti (boe, gavitelli, cartelli)". Quello che poi va sottolineato è che sempre l'articolo 3 recita "I divieti di cui ai punti 3,6,7,8 e 9, restano in vigore anche nei periodi non rientranti nella stagione balneare, salvo specifica autorizzazione. I concessionari e i Comuni interessati sono incaricati di apporre l'apposita segnaletica contrassegnante i divieti suddetti". La maggior parte delle amministrazioni pongono l'assoluto divieto solo per l'accensione di falò, dalle ore 08.00 del 14 agosto alle ore 08.00 del 15 agosto. Quindi, non ci si dovrebbe scandalizzare quando le forze dell'ordine fanno applicare la legge facendo sloggiare gli inosservanti, ma allo stesso tempo i malcapitati vacanzieri dovrebbero avere ben visibile quella segnaletica che gli impone certi limiti. E' proprio vero che non esiste più la "notte di Ferragosto", quella in cui intorno ad un caldo falò si raccontavano storielle e si cantava spensieratamente col profumo di salsedine che avvolgeva la pelle. Ma i nostalgici, che oggi gridano alla soppressione di una tradizione, sono stati graziati per sette anni, considerato che il decreto emesso dal Dirigente Generale del Dipartimento del Territorio e dell'Ambiente dell'omonimo assessorato della Regione Siciliana è in vigore già dal giugno 2007. D'altronde "la nostra libertà finisce dove comincia quella degli altri" e non è più concepibile, con migliaia di ragazzi che si radunano per mangiare, bere, divertirsi, lasciando spesso conseguenze a volte anche irreparabili ai fruitori delle stesse che l'indomani mattina affollano i litorali approfittando della giornata festiva, questa libertà selvaggia.

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