mercoledì 16 luglio 2014

SBARCANO IN PIÙ DI MILLE A TRAPANI E VENGONO DISTRIBUITI NEL TERRITORIO NAZIONALE SINO IN PIEMONTE

In più di mille sono sbarcati nel porto di Trapani provenienti da Siria, Eritrea, Nigeria, Senegal, Repubblica
del Togo e da altri Paesi subsahariani. Si tratta di 1.171 extracomunitari recuperati nello Stretto di Sicilia in cinque differenti operazioni di salvataggio, di cui due effettuate direttamente dall'Etna. "Erano a bordo di due gommoni, di cui – ha riferito il comandante dell'unità, il capitano di vascello Martino Baldari – uno in procinto di affondare. Possiamo dire di essere arrivati appena in tempo per evitare una tragedia". Dalla nave militare sono scesi 891 uomini, 87 minori e 193 donne, di cui due in stato di gravidanza prelevate durante il viaggio da un elicottero dell'Aeronautica. Un vero e proprio record per la città falcata. "Noi siamo quelli addetti ai miracoli" ha commentato il Prefetto di Trapani, Leopoldo Falco, riferendosi alla macchina organizzativa dell'accoglienza che ha ricevuto i complimenti anche da parte dell'ammiraglio Mario Culcasi, ufficiale di origine trapanese, al comando del 29° Gruppo navale, impegnato nell'operazione "Mare Nostrum". L'imbarcazione "Etna", con il suo carico, è entrata allo scalo intorno alle 10,30 di questa mattina, ormeggiando al molo Ronciglio. Ad attendere gli extracomunitari sulla banchina gli agenti di polizia, carabinieri, militari della guardia di finanza e della capitaneria di porto, associazioni di volontariato, uomini e donne della Protezione civile, tende ed ambulanze. I migranti hanno ricevuto una prima assistenza sanitaria ed alcuni di loro sono stati trasportati al pronto soccorso del nosocomio di Trapani. La Prefettura, oltre al piano di accoglienza, ha disposto il trasferimento di buona parte dei profughi nei diversi centri di accoglienza. Trecentoventi saranno ospitati nelle strutture della provincia di Trapani, altri quattrocento saranno invece trasferiti in pullman, nelle prossime ore, nelle strutture che si trovano nei territori di Catania, Agrigento e Siracusa. Altri trecentoquattordici saranno trasferiti nel centro e nel nord Italia con due ponti aerei, allestiti dall'aeroporto militare di Birgi. Le regioni di destinazione sono Piemonte, Veneto, Trentino e Sardegna. Un primo ponte aereo è partito nel tardo pomeriggio. I restanti sono stati trasferiti a Reggio Calabria. Tra i profughi si cerca di individuare gli scafisti. "E' sempre più difficile – commenta il sostituto procuratore Anna Trinchillo – perché i migranti non parlano, non ci danno indicazioni in tal senso". Un business, difficile da arginare, realizzato da scafisti senza scrupoli sulla pelle di chi fugge dal proprio Paese, anche con moglie e figli al seguito, mettendo in pericolo la propria incolumità e quella dei congiunti.

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