mercoledì 23 luglio 2014

LE PONDERATE DIMISSIONI DI GIULIA ADAMO DA SINDACO DI MARSALA

Giulia Adamo ad una settimana dalla condanna a due anni e dieci mesi di reclusione per tentata concussione, inflittale dalla prima sezione della Corte d'Appello di Palermo, ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di sindaco della città di Marsala nelle mani del segretario generale, Bernardo Triolo. Sarà ora lo stesso massimo burocrate marsalese a comunicare la decisione del primo cittadino all'assessorato Regionale agli Enti Locali, che provvederà alla nomina di un Commissario Straordinario. Rimane, invece, pienamente in carica il Consiglio Comunale fino alla prima finestra elettorale utile, che potrebbe svolgersi nella prossima primavera. Giulia Adamo, già presidente della provincia regionale di Trapani e parlamentare regionale, era stata eletta alla carica di sindaco della città di Marsala nel maggio del 2012. Al ballottaggio aveva avuto la meglio sull'altro candidato Salvatore Ombra. La decisione di dimettersi è maturata dopo la notifica della sospensione dalla carica, in applicazione della legge Severino, e le accese polemiche politiche. E' stata la stessa Adamo ad annunciare le dimissioni, motivandole con una lunga lettera sul suo profilo Facebook. "Cari amici, - esordisce l'onorevole Adamo - a seguito della recente sentenza della prima sez. penale della Corte d'Appello di Palermo, che rispetto ma ritengo profondamente ingiusta, dopo una profonda riflessione ho deciso di dimettermi dalla carica di Sindaco della città di Marsala. E' davvero singolare - spiega l'ex presidente della Provincia - che venga considerata illegale la condotta con cui, come Presidente della Provincia, ben 10 anni fa, ho scoperto e posto fine ...ad un vero e proprio latrocinio consumato per anni ai danni della cosa pubblica e che si tentava di continuare a perpetrare". Accenna alla vicenda del 2005 e puntualizza che "l'attuale condanna, che ricordiamo - precisa l'Adamo - non è definitiva e avverso la quale ricorreremo con fiducia alla Suprema Corte di Cassazione, giunge inaspettata dopo 10 anni dai fatti e dopo due assoluzioni con formula piena". Poi fa un excursus degli importanti e significativi risultati raggiunti per la sua città nei due anni della sua amministrazione cittadina, elencando le più importanti iniziative portate a termine, come "Aver attivato a Bruxelles la procedura per contestare la ripartizione, estremamente penalizzante ed iniqua, delle quote tonno per la marineria siciliana" ed anche "avere portato in Europa la città di Marsala come punta di eccellenza per la produzione del vino", oltre l'avere sbloccato una serie di finanziamenti e tra questi "il finanziamento di 24 milioni di euro per il completamento delle fognature" ed avere inoltre "Ottenuto 5 milioni di euro per il rifacimento della rete idrica della città". Rammaricandosi per non poter in poche righe relazionare tutto il lavoro svolto, Giulia Adamo accenna ai momenti difficili della sua breve ma intensa amministrazione. "Certo, in questi anni abbiamo dovuto prendere anche decisioni difficili a seguito delle quali sono sorti contrasti, anche molto accesi, che ci hanno resi estremamente scomodi. Rifarei tutto - prosegue - con la stessa passione e lo stesso coraggio che dal primo giorno hanno caratterizzato il mio modo di fare politica. La forza con cui in questi anni ho portato avanti la mia azione politico-amministrativa è sempre venuta - afferma orgogliosa - dal grande consenso popolare e dell'affetto che i cittadini mi hanno costantemente dimostrato ed è per questo - conclude l'Adamo - che prima di dimettermi ho voluto valutare la possibilità di proseguire il nostro progetto di rinascita della città, anche senza la mia attiva partecipazione, nelle more che si pronunciasse la Suprema Corte di Cassazione". Chi scrive non è la Giulia Adamo "battagliera", che in questi lunghi anni di carriera politica la contraddistingueva da tanti altri politici, ma una Giulia matura, non istintiva, anzi troppo ponderata, al punto, e non è da Giulia, da "ingoiare il rospo". E' un "boccone amaro" per chi come Giulia Adamo ha sempre affrontato le questioni di petto e adesso deve attendere, arrestarsi in attesa di una sentenza che potrebbe determinare la fine o no della sua carriera politica.



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