martedì 15 luglio 2014

CLAMOROSA SVOLTA NEL CASO ALCAMO. IN CARCERE LA MADRE ACCUSATA DI OMICIDIO VOLONTARIO PER IL PICCOLO LORENZ

Clamorosa svolta nelle indagini sulla morte del piccolo Lorenz, il bimbo di cinque anni morto ad Alcamo
durante il sonno verosimilmente per avvelenamento da psico-farmaci. La madre, Aminta Altamirano, 33 anni, di origini messicane, al momento si trova al carcere di San Giuliano in attesa della convalida del fermo, avvenuto nel corso della notte scorsa. L'ipotesi di reato formulata a suo carico è omicidio volontario. Secondo l'accusa, sarebbe stata l'indagata a somministrare al figlioletto il farmaco risultato fatale. Medicina che lei stessa utilizzava da quando aveva interrotto la relazione con il marito. La donna, separata dal marito, un alcamese emigrato per lavoro in Germania, è affetta da crisi depressive. Era stata proprio lei a lanciare l'allarme e a raccontare di aver trovato il bimbo morto nel suo lettino. Aminta, frattanto indagata per omicidio colposo, come atto dovuto ai fini della nomina di un perito per essere presente all'autopsia, atto irripetibile, viene sentita a diverse riprese, e con lei anche i familiari, i conoscenti, gli amici più intimi. E' confusa, parla, poi si ammutolisce, c'è lo choc ma forse anche altro. Secondo una prima ricostruzione, si ipotizza che Lorenz, non visto la sera prima, abbia potuto ingerito accidentalmente alcune di quelle gocce che assume la madre, forse ne ha prese tante, troppe. Nella notte però qualcosa comincia a cambiare. La versione fornita dalla donna non convince. Per il sostituto procuratore Sara Morri, presente all'interrogatorio, non sarebbe un fatto di confusione, o dovuto allo choc. Ci sono sospetti che crescono contro Aminta. Risulta poco plausibile che il bambino sia riuscito ad aprire la boccettina che conteneva il farmaco ingerito, provvista di una chiusura di sicurezza. Troppe contraddizioni nel suo racconto e con il trascorrere delle ore la sua posizione si aggrava progressivamente. Il bimbo non presenta alcuna lesione esterna, ma cresce il sospetto che la donna, secondo la tesi della Procura, abbia potuto fare ingerire al figlio quelle gocce mortali. Durante la notte, dopo un lungo interrogatorio, in cui Aminta, sottoposta ad un esame per verificare l'attendibilità delle sue dichiarazioni, ha affermato di avere assunto anche lei psicofarmaci per farla finita, è scattato così il provvedimento di fermo con l'accusa di omicidio volontario. "Siamo rimasti perplessi sin dall'inizio - ha commentato il procuratore capo di Trapani Marcello Viola in merito al fermo - dalla versione e dal racconto forniti dalla signora e mano a mano che abbiamo ricostruito il quadro e acquisito altri elementi, ci siamo formati la convinzione che le cose stessero diversamente. Riteniamo di avere un quadro indiziario forte". Nell'abitazione, peraltro, gli investigatori hanno rinvenuto un biglietto d'addio, in cui, in termini assai confusi, la sudamericana dava disposizioni, annunciando la sua morte e quella del figlio, chiedendo che non venisse eseguita l'autopsia sui loro corpi. Frattanto, per oggi, mercoledì 16 luglio, si attende il ritorno del papà di Lorenz dalla Germania per eseguire l'autopsia sul corpo del piccolo, disposta dalla Procura di Trapani. A perizia tossicologica sarà sottoposta anche la madre per capire se anche lei ha ingerito dosi massicce di farmaci nel tentativo di suicidarsi. Aminta Altamirano aveva conosciuto in Messico un alcamese, di professione pizzaiolo, che attualmente si trova in Germania per lavoro. G. R. aveva sposato in Messico Aminta, ma pare che per la legge italiana quel matrimonio non fosse valido. Da quasi due anni, comunque, la coppia si era separata e la donna, disoccupata, che sbarca il lunario svolgendo lavori saltuari come cuoca e badante, viveva in grandissime difficoltà economiche, tanto da essere aiutata dai vicini di casa, dalla parrocchia e anche dai servizi sociali del Comune. Chi la conosce ha riferito che mai quella mamma, apparentemente tranquilla, aveva maltrattato il proprio figlio. Insomma, ad Alcamo molti sono increduli a quello che è accaduto, che la messicana abbia potuto davvero uccidere suo figlio. L'unica certezza, al momento, nell'attesa dei risultati dell'autopsia, è che Lorenz godeva di ottima salute, non aveva mai avuto problemi, e che, comunque, sul suo corpo non ci sono apparenti segni di violenza. L'esito dell'autopsia potrà dire molte altre cose ed Aminta già nelle prossime ore sarà probabilmente risentita dal magistrato.

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