mercoledì 11 giugno 2014

UN "BUCO" DA 6 MLN DI EURO ACCENDE I RIFLETTORI SU MONSIGNOR MOGAVERO

Un triennio difficile per le diocesi trapanesi che sempre più frequentemente si trovano con i riflettori puntati. Il
vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo, monsignor Domenico Mogavero, è stato convocato venerdì scorso in Vaticano, in un chiarificatore colloquio con Papa Francesco, dopo un "ammanco" di circa sei milioni di euro. Il "buco" finanziario è saltato fuori dopo la presentazione dell'ultimo esercizio finanziario della Diocesi di Mazara del Vallo. Nel maggio 2011, proprio monsignor Mogavero viene inviato da Papa Benedetto XVI come "visitatore apostolico" nella diocesi di Trapani per svolgere un'inchiesta su ammanchi per oltre un milione di euro, al termine della quale il vescovo di Trapani, Francesco Miccichè, viene rimosso. Lo scandalo della curia di Trapani portò All'indagine interna alla Chiesa, dopo che l'allora vescovo respinge le accuse puntando il dito sul suo braccio destro don Ninni Treppiedi, ex amministratore dei beni diocesani, partono immediate le perquisizioni della Guardia di Finanza nell'abitazione di Treppiedi e l'inizio dell'inchiesta giudiziaria da parte della Procura di Trapani, le quali seguono la pista di truffa, calunnia, diffamazione, minacce ed appropriazione indebita, coinvolgendo soltanto Don Treppiedi e alcuni suoi familiari ed amici. Il Procuratore capo di Trapani, Marcello Viola, invia alla Santa Sede una richiesta di rogatoria per avere accesso al conto dello Ior, intestato a Treppiedi o ai suoi familiari. Oggi a finire sotto la lente di ingrandimento è la gestione di monsignor Mogavero nella sua diocesi, a partire dalla costosa ristrutturazione della chiesa madre di Pantelleria. 
Isola alla quale il vescovo tiene, tanto da chiedere allo stilista italiano più famoso nel mondo, Giorgio Armani, di firmare i suoi paramenti sacri. Vesti griffate che Mogavero ha indossato in occasione dell'inaugurazione del sagrato della nuova chiesa madre di Pantelleria, costruita al posto della vecchia, opera di Enrico Del Debbio, famoso progettista del Foro Mussolini (Foro Italico), del Palazzo della Farnesina, della Facoltà di Architettura "Valle Giulia" a Roma, demolita nel 2002. A quanto sostengono i panteschi la nuova chiesa madre non è attribuibile a Mogavero ma al suo predecessore, Emanuele Catarinicchia, che ha spinto l'allora parroco e consiglio pastorale ad accettare il progetto di demolizione della "vecchia" chiesa, affermando che per aggiustare l'esistente ci volevano miliardi (all'epoca di lire) che dovevano essere "sborsati" dai parrocchiani, ma se invece si demoliva e si costruiva ex novo pagava tutto la Cei con il fondo per l'edilizia di culto. La nuova chiesa è stata finanziata con i fondi dell'8 per mille della Cei, per 3,2 milioni di euro, ed i sagrati e le opere esterne con un finanziamento regionale di 1,3 milioni. E mentre un'inchiesta pubblicata dal settimanale Panorama rivela dettagli e cifre dello "scandalo" che sta coinvolgendo la Diocesi di Mazara, da monsignor Mogavero non giunge al momento alcuna dichiarazione in merito.

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