sabato 28 giugno 2014

CASO DON LIBRIZZI SCATENA CONTENZIOSO DIPLOMATICO TRA PROCURA DI TRAPANI ED ALTO COMMISSARIATO ONU

Dopo l'arresto di don Sergio Librizzi, l'ex direttore della Caritas di Trapani, accusato di avere sfruttato, chiedendo prestazioni sessuali, il proprio incarico di componente della commissione ministeriale che si occupa delle protezioni internazionali, rilasciando lo status di rifugiato politico, si è aperto una sorta di contenzioso diplomatico tra la Procura di Trapani e l'alto commissariato Onu per i rifugiati di Roma. I magistrati durante l'indagine precedente al clamoroso arresto del sacerdote, al momento sollevato dalla Curia da tutti gli incarichi pastorali, avrebbero voluto ascoltare i funzionari dell'alto commissariato che si sono nel tempo occupati della commissione della quale anche don Librizzi faceva parte. Ma l'alto commissariato ha vietato ai funzionari di testimoniare e attraverso il ministero degli Esteri ha opposto alla Procura di Trapani l'immunità diplomatica della quale godono i funzionari Onu. La Procura di Trapani spera che la decisione venga rivista, ma se l'alto commissariato confermerà il suo "no" alle testimonianze non è escluso che il procuratore Viola si rivolga, attraverso il ministero degli Esteri, al segretario generale Onu, unica autorità che può revocare l'immunità diplomatica ai funzionari citati a testimoniare. L'indagine penale avrebbe messo in luce circostanze riconducibili al non riconoscere come un diritto l'asilo politico ai soggetti diventati vittime dei presunti comportamenti illeciti di don Librizzi. L'alto commissariato si occupa di garantire il diritto di rifugiato a questi soggetti, per cui ci dovrebbero essere interessi convergenti. Le indagini intanto vanno avanti. Gli inquirenti, oltre ad ascoltare una serie di persone informate sui fatti, in queste ore stanno esaminando il materiale informatico sequestrato nella canonica della parrocchia di San Pietro, guidata da don Librizzi, e presso l'Hotel "Villa Sant'Andrea" a Valderice, dove hanno sede gli uffici delle cooperative, di fatto, gestite e frequentate abitualmente dal sacerdote indagato. Proprio dal materiale informatico gli inquirenti potrebbero allargare il campo d'inchiesta, ma l'analisi dei dati richiederà tempi piuttosto lunghi. Per adesso l'indagato, accusato di concussione e violenza sessuale pluriaggravata, si è avvalso della facoltà di non rispondere, durante l'interrogatorio di garanzia svoltosi nelle carceri "San Giuliano", davanti al gip, Emanuele Cersosimo, che ha firmato l'ordine di arresto. Don Librizzi, tuttavia, avrebbe reso solo dichiarazioni spontanee, pronunciando alcune frasi generiche e negando tutte le accuse.

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