giovedì 22 maggio 2014

GAMBIZZATO PER UNA RUOTA DI SCORTA TRA L'INDIFFERENZA E L'OMERTÀ DEI MARSALESI

Dopo l'arresto dei presunti autori dell'agguato ai danni di Giovanni Angileri, l'uomo di cinquantadue anni
gambizzato con un colpo d'arma da fuoco lo scorso 26 marzo nel centro di Marsala, mentre era seduto davanti a un bar, sono stati resi noti i retroscena della vicenda. Angileri, 52 anni, già noto alle forze dell'ordine, è stato ferito per una controversia legata all'acquisto di un'auto. Gli indagati, tutti marsalesi, Giuseppe Barsalona, marinaio, 42 anni, Francesco Licari, commerciante, 36 anni, e Massimo Vinci, muratore, 28 anni, quest'ultimo compagno della figlia della vittima, rinchiusi in carcere con l'accusa di lesioni personali gravi e detenzione e porto illegale di arma comune da sparo in concorso, sono stati incastrati grazie ad un filmato registrato dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona dell'agguato. Secondo le indagini condotte dagli inquirenti, il ferimento sarebbe maturato dopo un diverbio per futili motivi con la vittima. Alla base dei contrasti la compravendita di un'auto nella concessionaria di via degli Atleti gestita dal Licari. Il tutto per dissidi privati, nessuna guerra tra bande, nessuna faida nella malavita marsalese, ma solo e semplicemente per una ruota di scorta. A sparare, su ordine dell'eserente e di Vinci, genero della vittima, sarebbe stato Giuseppe Bersalona. Dopo avere raggiunto la vittima, nei pressi del bar di via Roma in cui si trovava, il sicario ha esploso un colpo contro Angileri, dileguandosi poi insieme ai suoi complici a bordo di un'autovettura nella sua disponibilità. Dei tre indagati soltanto Barsalona, il sicario, ha dei precedenti, gli altri due sono incensurati. Ma più del movente, futilissimo, quello che salta tristemente da questa vicenda è il comportamento dei passanti. La scena del raid punitivo ai danni di Giovanni Angileri nel pieno centro storico di Marsala è stata ripresa dalla telecamera di un esercizio commerciale nelle vicinanze. Nelle immagini spicca l'indifferenza di quelli che hanno visto e non sono intervenuti, neanche a prestare soccorso a chi era stato ferito. Non un tentennamento, un passo indietro. Il tizio con la valigetta in mano si gira una volta, sentito lo sparo, poi ancora un'altra, ed accelerando il passo scompare, lesto, dal campo della telecamera a circuito chiuso che in quel momento segnava le 9 e 54 del mattino. Un altro punta un occhio a terra sulla vittima dell'agguato e poi via. Ed ancora, un uomo esce da un negozio, passa davanti a tutto, all'aggressore che inveisce contro Angileri steso a terra ferito dallo sparo, alla pozza di sangue che stava cominciando a formarsi, e via. E non è mancata l'omertà della gente in questa vicenda. Il loro "non ho visto nulla" o "che me frega - commentano il comandante dei carabinieri di Marsala, Carmine Gebiola, ed il procuratore Alberto Di Pisa - Abbiamo anche interrogato alcuni dei passanti, ma nonostante l'evidenza delle immagini dicevano di non ricordar nulla di quello che era successo. Dispiace il comportamento che hanno avuto i presenti sul posto. Abbiamo celermente rassicurato la cittadinanza sulla presenza e l'efficienza delle forze dell'ordine. Ma - conclude il comandante dell'Arma - i cittadini devono collaborare in queste circostanze".
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