sabato 10 maggio 2014

CYBER STALKER ARRESTATO E CACCIATO DA PANTELLERIA

Accecato dalla gelosia ha perseguitato un amico dell'ex fidanzata e per questo i carabinieri hanno tratto in arresto un cyber stalker con l'accusa di atti persecutori. Paride Martino Maria Pulizzi, pantesco trentunenne, è attualmente imputato in altro procedimento penale pendente presso il Tribunale di Marsala, per violenza sessuale e stalking nei confronti dell'ex fidanzata, all'epoca dei fatti minorenne, nonché sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. Le minacce, sono iniziate circa un anno fa, quando si interrompe il rapporto sentimentale. Da quel momento, per gelosia, Pulizzi avrebbe iniziato, nei confronti di tutti quelli che la frequentavano, una costante e pervicace condotta fatta di minacce e di ingiurie, con messaggi su Facebook e sui telefoni delle vittime, di giorno in giorno sempre più gravi. Dallo scorso mese di luglio, in particolare, un amico della giovane, "reo" di far parte della sua comitiva, era divenuto destinatario di una miriade di messaggi aggressivi e molesti, con frasi dal contenuto intimidatorio, nonché di appostamenti da parte del Pulizzi che, in qualche occasione, lo aveva inseguito con la sua auto. Per paura e temendo che il cyber stalker potesse compiere un inspiegabile ed insano gesto, il giovane, accompagnato dai propri genitori, ha lasciato Pantelleria, denunciando i fatti ai carabinieri di Marsala. Attivati i carabinieri dell'isola, il trentunenne è stato fermato effettuando una perquisizione domiciliare, all’esito della quale è stato rinvenuto e posto sotto sequestro il cellulare, da cui sarebbero stati inviati i messaggi di minaccia alle vittime, nonché altri mezzi informatici usati per le sue condotte delittuose. Tratto in arresto nella quasi flagranza di reato, per atti persecutori e ristretto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione. Il gip di Marsala, dopo l'udienza che ha convalidato l'arresto, ha disposto per Pulizzi il divieto di dimora a Pantelleria, perché trovato in possesso di oggetti dai quali emergeva chiaramente che questi avesse commesso il reato immediatamente prima. 



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