domenica 11 maggio 2014

COMANDANTE DEI VIGILI URBANI ACCUSATO DI ABUSO D'UFFICIO

Il capo della polizia municipale di Trapani è chiamato a rispondere del reato di abuso d'ufficio, perché in assenza di autorizzazione dell'amministrazione comunale avrebbe proseguito la propria attività privata. Francesco Guarano, 57 anni, dirigente del quinto settore, polizia municipale e commercio, oltre ad essere il comandate dei vigili urbani, è un commercialista. Nonostante l'incarico ricoperto, il comandante avrebbe continuato a svolgere, quando non era in servizio, la propria attività professionale. I guai giudiziari per Guarano sono iniziati quando in Procura è giunto un esposto anonimo che lo accusava di favorire, non effettuando controlli amministrativi, gli esercizi commerciali i cui titolari sono suoi i clienti. Le indagini, condotte dai militari della guardia di finanza della sezione di Polizia giudiziaria e coordinate dal sostituto procuratore Franco Belvisi, si sono concluse, in attesa della richiesta di rinvio a giudizio per il comandante Francesco Guarano. Tra i suoi clienti, Procura e Finanza avrebbero individuato titolari di attività commerciali che stranamente non avrebbero mai subito controlli della sezione annonaria, controlli che "solo il comandante dei vigili urbani - è annotato dal pm nella richiesta di misura cautelare respinta dal gip - può disporre". Secondo l'accusa, "è emerso dalle indagini svolte il mancato controllo da parte della Pubblica Amministrazione, pertinenza, i controlli, del comandante Guarano, sulle società clienti del suo ex studio professionale", garantendo l'immunità solo ai commercianti, suoi clienti. La difesa di Guarano, e lo stesso dirigente comunale, hanno confermato la circostanza dell'attività professionale svolta ma hanno osservato che la frequenza dello studio professionale, a suo tempo avviato dal Guarano, prima di prendere servizio al Comune, insieme ad altro professionista, e dalla quale ne uscì nel 2012, è stata dovuta a ragioni precise. La Procura, però, ha deciso di andare avanti nell'indagine ed ora concluse si appresterebbe a chiedere il rinvio a giudizio. Contattato telefonicamente il capo dei vigili urbani della città falcata si è limitato a dichiarare di "aver fiducia nell'operato della magistratura", senza aggiungere altro. La Procura aveva anche chiesto al gip l'applicazione della misura interdittiva del divieto di dimora a Trapani. Una misura cautelare che il giudice delle indagini preliminari non ha accolto, ma il provvedimento del gip, dopo il ricorso della Procura, è stato annullato dal Tribunale del riesame di Palermo e adesso pende un ulteriore ricorso, presentato alla Cassazione dall'avv. Enrico Vulpetti, difensore dell'indagato, ovviamente per l'annullamento dell'ordinanza del Tribunale del Riesame. 

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