martedì 22 aprile 2014

SVENTATA DROGA IN CARCERE NEGLI SLIP

Sventato, dagli agenti della Polizia penitenziaria in servizio alla casa circondariale San Giuliano di Trapani, un
tentativo di introdurre stupefacenti in carcere. Grazie alla intensificazione dei controlli sui familiari che si recano a colloquio con i detenuti, disposta dal comandante Giuseppe Romano, non è sfuggita al fiuto di Quter, il cane del gruppo cinofili della polizia penitenziaria, la droga, nascosta negli slip di un giovane che era andato a trovare un parente detenuto. Il ragazzo, le cui generalità non sono state rese note, ha pensato di essere passato inosservato e che avrebbe potuto cedere al suo familiare nella sala colloqui la sostanza stupefacente, un involucro con una modica quantità di marjuana, ma perquisito, è stato fermato e denunciato alla magistratura, mentre la dose di stupefacente è stata sottoposta a sequestro. "Accade spesso – commenta il commissario Romano – che i familiari dei detenuti provino ad approfittare dell'unica occasione in cui può avvenire il contatto fisico con i familiari per passare piccole dosi di sostanze stupefacenti, facendo ricorso a mille stratagemmi e sotterfugi di ogni genere". Per reprimere il fenomeno gli agenti di polizia penitenziaria hanno intensificato i controlli. "Noi abbiamo il compito di scoprirle per evitare che, una volta all'interno dell'Istituto, si creino problemi di ordine e sicurezza o che la droga possa essere utilizzata come merce di scambio per altri prodotti o favori. Dispiace – prosegue il comandante della Polizia penitenziaria di San Giuliano – constatare che alcuni detenuti, facendo rischiare la denuncia o l'arresto ai propri familiari, li usino come una sorta di "cavallo di Troia" ed è riprovevole che questi si prestino a fare da pusher. La cosa che più delude in questo momento storico – conclude Romano – per l'Amministrazione penitenziaria in cui siamo protesi ad applicare quanto dettato dalla sentenza "Torreggiani" , ovvero più ore fuori dalle celle all'interno dei reparti, è dover constatare che non tutti i detenuti apprezzano quanto di buono si sta facendo nei loro confronti adottando comportamenti che cercano di prendersi gioco delle istituzioni".

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