mercoledì 30 aprile 2014

MAFIA. CHIESTI QUASI 40 ANNI DI CARCERE PER OTTO DEL CLAN DI MESSINA DENARO

La scure della magistratura della Direzione distrettuale antimafia di Palermo continua ad abbattersi sul clan di Matteo Messina Denaro, sempre più solo, braccato dagli investigatori ed assediato dagli inquirenti. L'accusa, rappresentata in aula dal pubblico ministero Paolo Guido, ha chiesto quasi quarantanni di carcere per otto imputati, finiti nell'inchiesta Eden, che lo scorso dicembre ha smantellato la cerchia di fedelissimi del boss latitante, portando all'arresto di una trentina di persone, tra presunti fiancheggiatori e parenti stretti di Matteo Messina Denaro. Si tratta del troncone con rito abbreviato che si svolge davanti al giudice per le udienze preliminari, Cesare Vincenti. La pena maggiore, dieci anni ed otto mesi di reclusione, è stata chiesta per Nicolò Polizzi, indicato come mafioso di Campobello di Mazara. Per i familiari del boss, cinque anni e quattro mesi di reclusione sono stati chiesti per il cugino acquisito Lorenzo Cimarosa, l'imprenditore castelvetranese, che ha reso parziali ammissioni, per il quale il pm ha chiesto le attenuanti generiche. Mentre, per il cugino Mario Messina Denaro, accusato dell'estorsione all'imprenditrice Elena Ferraro, titolare della clinica Hermes di Castelvetrano, la pena chiesta è di cinque anni di reclusione. Per i coniugi campobellesi sono stati chiesti quattro anni per Francesco Luppino, già detenuto, e tre anni per la moglie Lea Cataldo, che avrebbe gestito per conto del marito, nel periodo in cui si trovava in carcere, la Fontane d'oro sas formalmente intestata ad altre persone. Chiesti anche tre anni per l'imprenditore palermitano Rosario Pinto, accusato di favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e simulazione, due anni ed otto mesi per il figlio di un magistrato, Giuseppe Marino, accusato di corruzione per avere favorito una ditta legata alla mafia, la Spe.Fra, nei lavori di manutenzione all'interno del carcere Ucciardone di Palermo. Infine, due anni e quattro mesi per Giovanni Faraone. Il processo è stato rinviato al prossimo 6 maggio.






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