giovedì 10 aprile 2014

COLLUTORIO SCAGIONA CENTAURO MARSALESE DALL'ACCUSA DI GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

Un giovane centauro, finito sotto processo con l'accusa di guida in stato di ebbrezza, è stato assolto dal
Tribunale di Marsala, dopo aver dimostrato di non aver assunto alcool ma solo collutorio. A scagionare il giovane marsalese, S.C., dall'accusa è stata la tesi del suo difensore, l'avv. Giampaolo Agate. La denuncia a piede libero era scattata a seguito dei controlli effettuati dai carabinieri del Comando Stazione San Filippo di Marsala. I militari, dopo aver effettuato tre prove alcoliche durante il fermo, hanno constatato che l'etilometro risultava positivo. Il difensore ha dimostrato la sua innocenza, sostenendo che il giovane centauro avesse ingerito, dietro prescrizione di ricetta medica, un forte collutorio con elevate percentuali di etanolo. La somministrazione di medicinali contenenti alcool etilico è stato più volte dimostrato che può determinare positività ai test alcolemici in rapporto ai limiti indicati dalla normativa. A rafforzare la tesi della difesa è stata l'esibizione di una certificazione medica, rilasciata proprio alcuni giorni prima del controllo operato dai carabinieri. Depositata la prova, il giudice Bruno Vivona ha assolto il giovane "perché il fatto non costituisce reato", ma la sentenza è stata emessa con formula dubitativa. L'aver abbassato il limite di concentrazione dell'alcolemia alla guida, come misura atta a ridurre gli incidenti stradali, ha di contro provocato che anche chi fa uso di collutori, sciroppi per la tosse e farmaci con formulazioni a base di flurbiprofene finirebbe nelle maglie della legge.
di Salvo Cimino

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