mercoledì 16 aprile 2014

CHIESTO L'ERGASTOLO PER GLI IMPUTATI DELL'OMICIDIO ROSTAGNO

E' stata chiesta la condanna all'ergastolo per Vito Mazzara e Vincenzo Virga, i due imputati nell'ambito del processo per l'omicidio del giornalista e sociologo Mauro Rostagno, assassinato a Valderice il 26 settembre 1988. La richiesta è stata avanzata alla Corte di Assise di Trapani dai pubblici ministeri Francesco Del Bene e Gaetano Paci. "Rostagno è stato ucciso perché si è reso responsabile di un'attività di denuncia dell'attività criminale di Cosa Nostra", ha detto il pm Del Bene nel corso della requisitoria. "Non solo mafia", ha rilevato il magistrato. Per l'accusa, l'omicidio di Rostagno presenterebbe anche altre causali. "Rostagno - ha precisato ieri mattina il pubblico ministero nel corso della requisitoria - può avere messo in pericolo anche altri interessi. Mafia ma non solo mafia. Ma non è certo la pista interna. Non è certo Di Cori. Non è certo Elmo. Ma quel coacervo di interessi che si sviluppava all'interno del centro Scontrino e nella massoneria deviata". Del Bene ha ripercorso le indagini giornalistiche svolte da Mauro Rostagno, riguardanti sia la massoneria deviata che altri interessi riconducibili alla mafia. E' tornato a parlare del fastidio manifestato dal boss Mariano Agate ogni volta che Mauro Rostagno compariva in televisione. Per il pubblico ministero, però, la fase organizzativa ed esecutiva è stata curata dalla mafia. "Una sola organizzazione può avere eseguito questo delitto, Cosa Nostra. Le altre possono avere fatto delle pressioni". Per Del Bene nell'omicidio di Mauro Rostagno ci sarebbe anche lo zampino della massoneria deviata e va esclusa la pista interna, seguita nel 1996 dalla Procura della Repubblica di Trapani che aveva portato all'arresto di Elisabetta Roveri, compagna di Rostagno, e di alcuni ospiti della comunità Saman ed all'incriminazione di Francesco Cardella, amico del sociologo e leader della struttura. Nel processo in corso dinanzi la Corte di Assise ci sono solo due imputati di mafia, Vito Mazzara e Vincenzo Virga. I pubblici ministeri ritengono di avere raccolto prove sufficienti per affermare la colpevolezza di entrambi gli imputati. "La sequenza e la precisione dei colpi - ha affermato Gaetano Paci - la tipologia e il calibro delle armi, la circostanza che la testimone fu lasciata in vita, l'utilizzo di un'auto rubata, consentono di affermare con certezza che Vito Mazzara fosse sul luogo del delitto. Se Mazzara c'era, era stato mandato - ha tuonato il pubblico ministero - dal capo mandamento". Nel corso della requisitoria il pm Del Bene ha spiegato il collegamento con l'altro imputato. "La regola è questa. Il capo mandamento all'epoca era Vincenzo Virga. Non lo dico io, non lo dice il collega Paci. Lo dicono le sentenze passate in giudicato". Per gli imputati i pm hanno chiesto l'ergastolo. La sentenza è prevista per il 9 maggio prossimo, giorno in cui si ricordano Peppino Impastato ed Aldo Moro.

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