venerdì 18 aprile 2014

AL VIA APPELLO CASO DENISE PIPITONE. PROCESSO DI "INTERESSE SOCIALE CON RILIEVO A CARATTERE INTERNAZIONALE"

Si è aperto oggi, dinanzi la terza sezione della Corte d'Appello di Palermo il processo per il rapimento della
piccola Denise Pipitone. Al banco degli imputati, ancora una volta Jessica Pulizzi, la sorellastra di Denise per parte di padre, accusata di aver sequestrato la bambina in un contesto familiare contrassegnato da gelosie e contrasti personali. In primo grado era stata assolta dal tribunale di Marsala perché le prove a suo carico non erano né univoche né conducenti. "E' stata usata una formula - afferma Piera Maggio, davanti all'aula di Tribunale - che non chiarisce nulla. Noi affidiamo ora a questa Corte la speranza di sapere esattamente ciò che a Denise è stato fatto". Più volte Piera Maggio ripete che vuole solo la "vera verità" sulla figlia Denise Pipitone, scomparsa il primo settembre 2004 a Mazara del Vallo. Il rappresentante di parte civile, l'avvocato Giacomo Frazzitta ha chiesto alla Corte di sentire il supertestimone Battista Della Chiave, l'anziano sordomuto che ha riferito ai legali di Piera Maggio di avere visto poco dopo il rapimento la piccola Denise all'interno di un magazzino di Mazara del Vallo. L'audizione, già chiesta da Franzitta nel corso del processo di primo grado, non venne ammessa dal Tribunale di Marsala. Inoltre, è stato anche chiesto alla Corte di acquisire il verbale di sommarie informazioni rese dall'imputata il 2 settembre del 2004 ed un'annotazione di Polizia della stessa data. Infine, tra le richieste una nuova perizia su una porzione dell'intercettazione riguardante Jessica e l'allora fidanzato Gaspare Ghaleb. 
Sulle richieste poste dal legale la Corte si è riservata di decidere. "Noi genitori di Denise, non vogliamo vendetta, vogliamo - hanno dichiarato Piera Maggio e Piero Pulizzi alla viglia del processo - che i colpevoli del sequestro, abbiano la giusta condanna per l'azione mostruosa e disumana commessa. Confidiamo nell'appello e nella giustizia". Parti dell'appello proposto da Piera Maggio e parti della sentenza di assoluzione di Jessica Pulizzi, pubblicate nelle scorse settimane sul profilo Facebook dell'avv. Frazzitta, evidenziano l'impostazione del ricorso che richiama più volte "la forzata impostazione, che nell'apparato motivazionale, hanno dato i Giudici del Tribunale, fortemente caratterizzata da un'autoreferenzialità delle dichiarazioni dell'indagata". Nel ricorso in appello si evidenzia come "le dichiarazioni mendaci dei primi due giorni compromettono alla genesi la credibilità di Jessica Pulizzi, al di là della valutazione sull'immaturità dell'imputata che, in ogni caso, se presa in considerazione deve essere valutata applicandola come parametro di misura in ogni momento del suo comportamento. Né tanto meno l' "immaturità" può influenzare positivamente la condotta dell'imputata, divenendone giustificazione". Nell'appello il legale di parte civile riprende anche la frase: "quannu eru cu Alice a pigghiai e a casa c'ha purtai", affermando "che tutti i Periti chiamati ad ascoltare e trascrivere la frase, nonché, i consulenti di parte, compresi quelli dell'imputata, non hanno contestato la frase che dunque è certamente stata profferita dall'imputata . Si esclude, categoricamente, l'ultima delle ipotesi espressa dal Tribunale, ossia che Jessica si stesse riferendo a qualcosa che le era stato rimproverato o detto dagli inquirenti in un altro momento della giornata in Commissariato". Su questa erronea interpretazione il Tribunale di Marsala versa in motivazione ben due pagine e mezzo in cui elenca "tutte le frasi in cui Jessica fece riferimento a quanto le fu detto in quei momenti". Il processo, rinviato al 16 maggio prossimo, potrà essere ripreso da telecamere e fotoreporter. La decisione del riconoscimento del diritto di cronaca è stata presa dalla corte presieduta da Raimondo Lo Forti, che ha riconosciuto "l'interesse sociale particolarmente rilevante alla conoscenza del dibattimento", tenendo conto anche del "rilievo a carattere internazionale dato in passato alla scomparsa di Denise".

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