sabato 1 marzo 2014

VETERINARIO LAVORA UN MINUTO A SETTIMANA. IN TEMPI DI CRISI SOLO SPRECO DI COSTI E RISORSE.

"Una volta a settimana vado in via Tagliata a Castelvetrano, dov'è la sede dell'Asp e devo passare il badge. Entro, aspetto che passi un minuto e poi ripasso il badge. Va avanti così da mesi. A giugno e luglio sono dovuto andare a Trapani, penso che mi spetti anche un rimborso benzina". A raccontarlo è il protagonista della paradossale vicenda, un veterinario di Castelvetrano, Manuel Bongiorno, vicepresidente dell'ordine di Trapani, che da giugno svolge l'attività da veterinario convenzionato con l'Asp di Trapani. Bongiorno deve timbrare il cartellino d'entrata e quello d'uscita in un minuto, fatto questo, il suo lavoro "convenzionato" settimanale all'azienda sanitaria è finito. La convenzione, da un minuto settimanale, è stata stipulata per un anno e il professionista dovrà rispettare la paradossale situazione sino al giugno 2014. Materialmente il veterinario è impossibilitato a dare il suo professionale contributo lavorativo, ma questo è quanto richiesto nella lettera di incarico dell'Asp di Trapani che come riportato in oggetto ha trasformato un "contratto di diritto privato in incarico ambulatoriale a tempo determinato". Una vera follia burocratica che in provincia di Trapani trova dimora anche in altri enti pubblici, grazie a diligenti funzionari e dirigenti che applicano le leggi alla lettera senza margini di interpretazione, anche quando è palese il delirio burocratico ed economico che questo comporta. "E' successo – spiega Paolo Ingrassia, presidente nazionale del sindacato veterinari italiani – che in base ad un decreto assessoriale di stabilizzazione è stata convertita la prestazione erogata in precedenza in debito orario. La somma guadagnata nell'anno preso a riferimento equivale ad un minuto di debito orario. Il mio collega arriva in ufficio saluta per l'ingresso, saluta per l'uscita e va via senza scambiare neppure una parola. Se deve lavorare è tutto straordinario". Nel 2009 aveva guadagnato poche centinaia di euro. Somma che in base al decreto assessoriale del 24 settembre 2012 è stato trasformato in debito orario. Un calcolo matematico applicato alla lettera che ha partorito un contratto da un minuto a settimana. "Ho chiesto di mettere insieme tutti questi minuti e fare sì che io possa lavorare – aggiunge Bongiorno – Io voglio dare il mio contributo all'azienda e non voglio essere mortificato. Noi abbiamo chiesto di potere lavorare. Non vogliamo fare altro. Per questo – conclude Bongiorno – abbiamo chiesto un plus orario che ci consenta di dare il nostro contributo, visto che a Trapani nel settore veterinario il lavoro non manca con le tante emergenze che ci sono come la blue tongue". La paradossale vicenda nei prossimi giorni sarà discussa, non solo con il dirigente dell'Asp di Trapani, Fabrizio De Nicola, ma anche, con l'assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino. Contattato intanto telefonicamente, il dirigente dell'Asp di Trapani, Fabrizio De Nicola, anticipa affermando: "Troveremo una soluzione per accorpare i minuti e fare svolgere l'attività tutta in un giorno. Ho scritto all'assessorato - dichiara De Nicola - per avere delle direttive su come comportarci davanti a questi casi limite. Quanto successo a pochi veterinari è l'effetto del decreto di stabilizzazione". Manuel Bongiorno non è solo in questa battaglia, "ci sono anche tanti altri veterinari – spiega Paolo Ingrassia – che hanno un contratto di quattro minuti, di 45 minuti, di un'ora. E così via. Queste persone rappresentato paradossalmente solo dei costi, non delle risorse. Una vicenda che si commenta da sola". 

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