lunedì 10 marzo 2014

TORNERÀ IN ITALIA ARIANNA, RICOMPARSA DOPO TRENT'ANNI A NEW YORK. SOTTO ACCUSA GIANFRANCO BECCHINA SI DIFENDE

Perduta per trent'anni, Arianna, stimata quattro milioni di dollari, è ricomparsa a New York. Oggetto di un
traffico internazionale di opere d'arte rubate, "la bella addormentata" riposava in una cassa, in un magazzino del Queens, dove l'hanno trovata gli agenti della Homeland Security. Incerto il periodo in cui la scultura, risalente al periodo dell'antica Roma, è stata trafugata in Italia per essere trasferita in Svizzera, che secondo gli investigatori risalirebbe agli ultimi anni Settanta o primi anni Ottanta. Le autorità italiane, appreso del ritrovamento del coperchio del sarcofago trafugato, oltre ad inoltrare la relativa documentazione al tribunale federale di Brooklyn, hanno specificato che probabilmente il trasferimento è stato ottenuto "illegalmente" dall'antiquario, Gianfranco Becchina, conosciuto nell'ambiente dell'arte trafugata e indagato come trafficante di migliaia di oggetti d'arte romana trafugati ovunque. Distesa sul coperchio di un sarcofago in marmo del II secolo dopo Cristo, la bella addormentata, prima di essere ritrovata nel deposito del Queens, sarebbe stata esposta in giro per il mondo, New York compresa, in custodia alla galleria Phoenix Ancient Art, che ha uffici a New York e in Svizzera. 
E proprio in Svizzera, secondo le autorità italiane, era stata trasferita "illegalmente" la prima volta, presso la galleria di Gianfranco Becchina a Basilea, dove era stata messa in mostra per tre mesi dal suo arrivo nel 1981, poi l'esposizione in un altro museo svizzero. Dopodiché del coperchio del sarcofago si erano perse le tracce, fino all'incursione della polizia nella galleria di Basilea nel 2002. Un'operazione che si è rivelata un pozzo di informazioni sulla scomparsa di migliaia di manufatti antichi asportati dai siti archeologici italiani, passati per le mani del gallerista siciliano. Fra i suoi clienti, i maggiori musei del mondo, il Metropolitan di New York, il Getty di Malibu, il Louvre, il Fine Arts di Boston. Nel mucchio della documentazione acquisita dagli investigatori erano state ritrovate anche le fotografie dell'importante scultura. Il pellegrinaggio della scultura di Arianna, singolare figura della mitologia greca, si è concluso con il sequestro da parte dell'Fbi, ma l'indagine per Karin Orenstein, il sostituto procuratore federale che ha seguito il caso, "prosegue, non sappiamo ancora chi sia il proprietario". La galleria Phoenix Ancient Art ha messo subito in chiaro che la scultura non è di proprietà della Phoenix. A fare chiarezza sulla provenienza e la proprietà dell'opera è il castelvetranese Gianfranco Becchina, che, tirato in ballo in questa vicenda, respinge al mittente tutte le accuse nei suoi confronti. "E' vero che diversi decenni addietro, l'opera è appartenuta alla Galleria Palladion Antike Kunst di Basilea, della quale ero titolare. La scultura mi è pervenuta in seguito a regolare operazione di compravendita come attesta la bolla della Dogana Svizzera. L'affermazione che vuole l'opera proveniente da un furto - replica Becchina - è assolutamente cervellotica e priva di qualsiasi supporto, documentale o altro, di tale assunto. La transazione è avvenuta in un paese, qual è la Svizzera, dove il commercio dei reperti era totalmente legittimo e non soggetto ad alcuna restrizione, all'infuori - spiega Gianfranco Becchina - del pagamento dei diritti doganali d'importazione. Secondo le informazioni che io ebbi dal venditore, il reperto era approdato in Italia proveniente dalla Tunisia". La scultura, che, secondo il Comando della Tutela del Patrimonio culturale, era stata commissionata per diventare il coperchio del sarcofago di una nobildonna romana, è un'opera a grandezza naturale di marmo bianco statuario, presumibilmente proveniente dalle cave di Carrara, del peso di 1.700 libre. A chiederne il sequestro per "restituirla al suo legittimo proprietario, il popolo italiano" è stata Loretta Lynch, il procuratore federale competente.
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Sarcofago italiano spunta a New York: era di Becchina di Michele Concina su Artemagazine    e

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