martedì 11 marzo 2014

MAFIA. CHIESTE CONDANNE PER 23 ANNI AD ESATTORI DEL PRESIDENTE BONGIORNO

Con una richiesta di condanna ad oltre ventitré anni di reclusione complessivi, giunge al termine il processo contro tre castellammaresi accusati di avere estorto denaro al presidente di Confindustria Trapani, Gregory Bongiorno, imprenditore del settore smaltimento rifiuti a Castellammare del Golfo. Il pubblico ministero, Carlo Marzella, ha chiesto ieri al gup Giangaspare Camerinila la condanna ad otto anni di reclusione per Mariano Asaro, cinquantotto anni, ex reggente della famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo, a dieci anni per Gaspare Mulè, di anni quarantasette, e a cinque anni e quattro mesi di reclusione per Fausto Pennolino, cinquantadue anni. Il processo scaturisce dall'indagine svolta dalla Squadra Mobile di Trapani, coordinata dai pm della Procura distrettuale antimafia di Palermo, Principato e Marzella, avviata a seguito della coraggiosa denuncia dell'imprenditore castellammarese Gregory Bongiorno contro i suoi esattori mafiosi. Dal padre, e poi dalla madre, Bongiorno aveva ereditato l'Agesp spa, ma assieme alla società, operativa nel campo dei rifiuti, l'imprenditore si era portato dietro anche un pesante fardello. La vittima del racket ha ammesso davanti agli inquirenti di aver pagato dal 2005 al 2007 il "pizzo" e che i tre mafiosi del suo paese, dopo un periodo di tregua, durato dal 2007 al 2013, a seguito dell'arresto e della condanna per fatti di mafia, "non facevano richieste da sei anni, adesso - afferma Bongiorno - volevano che saldassi tutto", con nuove richieste di estorsione, oltre 60 mila euro per il pagamento degli arretrati. Arrestati il 5 settembre scorso, Asaro, Mulè e Pennolino devono rispondere di estorsione e tentata estorsione aggravate dalla modalità mafiosa. I loro nomi saltano fuori in tutte le più importanti indagini di mafia, dalla strage del 1985 a Pizzolungo a quelle del 1992 e 1993. Mariano Asaro, odontotecnico di Castellammare, impropriamente conosciuto come ''il dentista'', amico del killer Gino Calabrò, in particolare, risultò tra gli iscritti alla loggia Iside 2, quella usata come camera di compensazione degli affari tra mafia, politica e potere imprenditoriale della città di Trapani. Dal 1995 al 2005 Asaro è reggente della famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo. Dopo una prima condanna ad 8 anni e 4 mesi di reclusione, perché ritenuto uomo d'onore appartenente, sin dal 1982, sia a Cosa nostra siciliana che a quella americana, ne subisce un'altra a 15 anni, che sta scontando a Surmona, dopo l'arresto con Mulè e Pennolino, avvenuto nel 2007 nel corso dell'operazione Beton. Adesso, dopo la richiesta di condanna della pubblica accusa, si attende la sentenza prevista per il prossimo 20 maggio.

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