lunedì 24 marzo 2014

IL GICO SEQUESTRA COMPLESSO TURISTICO A SCOPELLO PER UN VALORE DI 40 MILIONI DI EURO

Il Gico di Palermo ha sequestrato un complesso turistico con piscina e vista mozzafiato nella località balneare di Scopello, nel trapanese, del valore complessivo di circa quaranta milioni di euro ad un imprenditore castellammarese. La struttura era nella disponibilità di Antonino Palmeri, sessantacinque anni, condannato nel 1998 per associazione di stampo mafioso e per danneggiamento aggravato dal metodo mafioso, appartenente alla cosca di Alcamo-Castellammare, sottoposto l'anno successivo alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per tre anni e sei mesi. L'ordine di sequestro è scattato dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trapani, che ha agito su richiesta della Procura di Palermo. 
La struttura sequestrata, il Grotticelli, un elegante complesso turistico alberghiero, è composta da tredici mini appartamenti indipendenti a schiera, una sala reception con annesso bar, piscina, terrazze a dislivelli, parcheggi, aiuole e spazi comuni per l'intrattenimento. Il sequestro segue altri due provvedimenti emessi dal Tribunale di Trapani nei confronti di Palmeri, tra la fine del 2012 e l'aprile del 2013, che riguardavano oltre al Resort e la relativa società di gestione, il bar pasticceria Capannelle di Castellammare del Golfo, conti correnti e depositi a risparmio, intestate ai familiari dell'imprenditore, per un valore complessivo di circa sei milioni di euro. Dal precedente sequestro erano rimaste escluse le strutture e i fabbricati esistenti sui terreni, perché non era stata acquisita prova certa della loro illegittima provenienza. Le nuove indagini svolte dal Gico "hanno però messo in luce - precisa il gruppo d'investigazione - una serie di irregolarità ed artifizi contabili, posti in essere al solo scopo di conseguire indebitamente i fondi pubblici previsti dalla legge n. 488 del 1992, per un ammontare superiore ai 2 milioni di euro, necessari per la costruzione dell'attività ricettiva". Le indagini svolte dalle Fiamme Gialle hanno evidenziato un'evidente sproporzione fra l'entità degli investimenti economico-finanziari e i redditi ufficialmente percepiti dall'imprenditore e dai figli, che ha fatto ritenere agli investigatori che, dietro gli investimenti dei figli, il genitore continuava ad esercitare di fatto il controllo sulle aziende. In particolare, le indagini eseguite dalle fiamme gialle avevano evidenziato che Palmeri abbia trasferito, in concomitanza del sequestro patrimoniale a suo tempo, solo formalmente, la titolarità di società ed alcune attività commerciali ai figli, all'epoca poco più che ventenni, per eludere qualsiasi controllo, compiendo poi negli anni successive diverse operazioni d'investimento, fra cui la costruzione del villaggio turistico. Questo supplemento di indagini ha permesso al Tribunale di Trapani di decretare il sequestro dell'intero complesso residenziale, appunto perché realizzato con finanziamenti fraudolentemente ottenuti, sulla base di quanto previsto dalla normativa in materia di misure di prevenzione, che permette di aggredire, oltre ai proventi derivanti direttamente dai reati commessi, anche quei beni che sono generati da investimenti di natura illecita.

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