domenica 9 marzo 2014

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA. PREMIATA FRANCA VIOLA PER IL SUO EPICO "NO" AL MATRIMONIO RIPARATORE CHE ESTINGUEVA IL REATO DI VIOLENZA SESSUALE

Nella Giornata Internazionale della Donna, al Palazzo del Quirinale, il Presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano, ha insignito per il suo coraggio Franca Viola, un'icona per tutte le donne italiane, modello in tutte le battaglie per l'emancipazione femminile. "Per il coraggioso gesto di rifiuto del 'matrimonio riparatore' che ha segnato una tappa fondamentale nella storia dell'emancipazione delle donne nel nostro Paese", il Capo dello Stato ha consegnato l'onorificenza di "Grande Ufficiale" dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana a Francesca Viola, originaria di Alcamo. Francesca o Franca, nome con cui oggi viene chiamata, vive la sua storia di coraggio e ribellione nella Sicilia degli anni '60, negli anni difficili di cambiamento e ribellioni, in cui i diritti delle donne erano davvero esigui. Era il giorno di Santo Stefano del 1965, quando Franca Viola, la ragazza più bella del paese allora 17 enne, viene rapita, nel cortile Arancio dove vive, da Filippo Melodia, nipote del capomafia di Alcamo, Don Vincenzo Rimi, alleato di Gaetano Badalamenti, e da altri sette compari. Buttano a terra la porta dell'abitazione e dopo aver dato un colpo in testa alla madre Vita, che perde i sensi, rapiscono Franca. Violentata e seviziata, per otto giorni, la ragazza rifiuta con tutte le forze il matrimonio riparatore, usato in quell'epoca, con l'uomo che aveva abusato di lei.
1 Gennaio 1966 Franca Viola deve uscire dalla casa di Via Mascagni ad Alcamo dove è rimasta per otto giorni insieme a lui. Lo dovrà fare in pubblica piazza, sotto gli occhi dissacratori degli uomini con la coppola e la fiumara di pettegolezzi della gente. Franca dovrà fare la passiata con il futuro marito, Filippo Melodia, ma aprendo la porta di casa si trova davanti i carabinieri pronti con le pistole puntate. "Lasciatelo stare, lui è già mio marito" saranno le uniche parole che si sentiranno pronunciare a Franca Viola, ma Mendolia sarà arrestato e finirà dietro le sbarre. Il padre di Franca, Bernardo, non aveva acconsentito al loro matrimonio e Filippo avrebbe dovuto accettarlo. Quel "No" diventerà epico, di liberazione, di vittoria, di storia. 
Il 9 dicembre 1966 si apre il processo contro Filippo Mendolia, in difesa di Franca Viola, difesa dall'avvocato Ludovico Corrao. Il nome suo rimarrà legato a doppio filo a quello di Franca Viola e di Gibellina, dove è stato sindaco dopo il terremoto del '68. Forse solo lui avrebbe potuto avere il coraggio di mettersi contro quei mafiosi. Un omino esile e stravagante, un mecenate, Ludovico Corrao è stato un secondo padre per Franca Viola. La salva e le farà vincere il processo. Di Filippo Melodia non rimane più nulla, è stato ammazzato nei pressi di Modena nel 1978 durante la guerra di mafia tra i Rimi ed i corleonesi. 
Dopo quell'esperienza Franca Viola vive ancora ad Alcamo dove ha ritrovato l'amore con Giuseppe Ruisi, che volle convolare a nozze nonostante il pericolo per una vendetta di Cosa nostra. Da questo matrimonio sono nati due figli e oggi Franca Viola, rimasta nel silenzio della sua vita, è nonna di una bambina.Per il suo matrimonio l'allora presidente della Repubblica Giuseppe Saragat inviò un dono, e durante il viaggio di nozze a Roma i due sposini vennero ricevuti in udienza privata dal Papa Paolo VI. Franca Viola ha sempre mantenuto molta discrezione. Non ha mai amato gli incontri pubblici, interviste ed apparizioni televisive. Adesso per la prima volta dal 1965 ha accettato, accompagnata dal figlio Mauro, di partecipare a una cerimonia ufficiale. Il Capo dello Stato già due anni fa, sempre in occasione della celebrazione Giornata Internazionale della Donna, l'aveva citata come esempio da seguire, simbolo di coraggio. Attorno alla sua vicenda si creò un gran movimento di opinione. diventando, negli anni, simbolo dell'emancipazione femminile, anche grazie ai libri che raccontano questa storia, come "Niente ci fu" scritto da Beatrice Monroy. A lei sono stati dedicati il film "La moglie più bella" di Damiano Damiani del 1969, interpretato da un'esordiente Ornella Muti, la canzone scritta e musicata "La Regina senza Re" dal cantastorie Otello Profazio e Ignazio Buttitta  e tanto tanto altro. Quel suo rifiuto simboleggia il riscatto delle donne, che da quel momento cominciarono a ribellarsi. E faticosa è stata la battaglia per portare alla abolizione dell'articolo 544 del codice penale, quello che prevedeva il matrimonio riparatore per estinguere il reato di violenza sessuale. Il 12 Luglio 2013 Malala Yousafzai, all'assemblea Generale dell’Onu, grida al mondo che "Un libro e una penna possono cambiare il mondo. E' con la cultura che si cambia. La cultura è la soluzione". E il nome di Franca Viola, la prima donna italiana che ha rifiutato il 'matrimonio riparatore' è scritto accanto alla parola rivoluzione culturale, Storia e Libertà.

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