martedì 25 marzo 2014

GIALLO AD ALCAMO MARINA. IMBIANCHINO TROVATO IN UNA POZZA DI SANGUE CON CRANIO FRACASSATO

Macabra scoperta ieri mattina, intorno alle 8.30, per la polizia di Alcamo che in seguito ad una segnalazione anonima ha rinvenuto il cadavere di un pensionato in un appartamento di Contrada Calatubo, ad Alcamo Marina, zona Aleccia. Il sessantottenne, Pietro Monacò, un imbianchino alcamese in pensione, è stato trovato riverso in una pozza di sangue, con il cranio fracassato e altre ferite lungo il corpo. La vittima, che al momento dell'aggressione indossava il pigiama, è stata rinvenuta riversa sul pavimento all'interno della sua abitazione in fondo al corridoio. Il delitto appare al momento un giallo. La persona che ha chiamato il "113" ha riferito di aver notato la porta di casa dell'operaio edile aperta. Sul posto è giunta l'unità specializzata in crimini violenti di Palermo e la polizia scientifica alla ricerca di eventuali tracce biologiche lasciate dall'assassino. Secondo una prima ricostruzione della scena, il suo assassino ha agito con lucidità ed efferatezza. Ha colpito con ferocia, utilizzando forse anche degli oggetti trovati in casa. Tanta è stata la foga del carnefice che ha sfondato il cranio alla vittima infierendo senza pietà, fino a fargli perdere i sensi e a lasciarlo morto immerso in una pozza di sangue. Per sommi capi, secondo gli inquirenti, l'omicidio è avvenuto in seguito ad una colluttazione violenta che ha provocato il decesso dell'uomo. Non sono stati rinvenuti segni di ferite da arma da fuoco. L'appartamento è stato trovato dalla polizia letteralmente a soqquadro. Secondo la scena ricostruita dagli agenti del commissariato di polizia per descrivere il delitto che si è consumato in una piccola abitazione ad Alcamo marina, probabilmente, vista la posizione in cui si trovava il cadavere, è stato Monacò ad aprire al proprio assassino. Non sono stati, infatti, trovati segni di effrazione in nessuna delle porte o finestre esterne alla casa, motivo per cui appare chiaro ed evidente che l'assassino si è fatto aprire la porta e quindi conosceva bene Monacò. La vittima era incensurata, non ha mai avuto problemi con la giustizia. Una persona normale e tranquilla, riferiscono i vicini. Quattordici anni fa aveva perso un figlio in un incidente stradale. Gli investigatori non escludono al momento nessuna pista e stanno sentendo in queste ore parenti ed amici della vittima per tentare di ricostruire le ultime ore di vita del pensionato. Dalla cerchia dei sospetti non è esclusa la moglie della vittima da cui il pensionato si era separato da cinque anni. Pare che sia stato appurato che tra i due non correva affatto buon sangue, ma al momento si parla di "normali discussioni avute al culmine della separazione". Ecco perché le indagini degli inquirenti, coordinate dal sostituto procuratore Sara Morri, pare che si stiano concentrando su possibili screzi avuti da Monacò nella vita personale. Il commissariato, agli ordini del dirigente Antonio Squillaci, ha avviato un lavoro a tamburo battente per cercare di dare un movente all'episodio. Per oggi è prevista l'autopsia. Un esame che potrebbe consentire di chiarire alcuni aspetti della vicenda.

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