venerdì 28 marzo 2014

FATTURE GONFIATE AL CIE. CONNECTING PEOPLE AFFRONTERÀ IL PROCESSO CON LA MASSIMA SERENITÀ

A seguito del rinvio a giudizio di tredici persone coinvolte nella gestione dei centri per immigrati di Gradisca
d'Isonzo, con riferimento ai reati di associazione a delinquere, truffa e frode in pubbliche forniture, il consorzio Connecting People di Castelvetrano, i cui componenti del consiglio di amministrazione risultano tra gli indagati, ha tenuto a precisare che "È con la massima serenità che verrà affrontato il processo nell'assoluta convinzione che lo stesso si concluderà con una sentenza di proscioglimento". Tra i soggetti rinviati a giudizio anche il castelvetranese Giuseppe Scozzari, che con il consorzio "Insieme" gestisce i centri di accoglienza del progetto Sprar, Orazio Micalizzi, Mauro Maurino ed il vice prefetto vicario di Gorizia, Sandra Allegretto. I fatti contestati abbracciano il periodo trascorso tra il 2008 ed il 2011. L'accusa, rappresentata dal pm Michele Martorelli, è di associazione a delinquere finalizzata alla truffa dello Stato e ad inadempienze di pubbliche forniture. Secondo i conti redatti dall'accusa sarebbero stati frodati 2,3 milioni di euro di cui 1, 8 milione di euro per la gestione del Cie e 500 mila euro per il Cara. Tra i primi commenti alla notizia, quello del Coordinamento per la pace di Trapani, da anni in prima linea sul fronte dei diritti dei migranti. "Negli ultimi quindici anni - si legge in un comunicato stampa - le denunce, le manifestazioni, le proteste del movimento antirazzista nelle quali si stigmatizzava la speculazione affaristica che si cela dietro il business della cosiddetta accoglienza agli immigrati, non erano di certo campate in aria. Come avvoltoi, i professionisti dell'accoglienza non hanno fatto altro che lucrare sulla disperazione altrui. Ed è ancor più significativo - prosegue la nota del Coordinamento per la pace - che una notizia del genere esca nel momento in cui il Cie di Milo, gestito per un certo periodo proprio da Connecting People (così come una miriade di strutture più o meno detentive in provincia di Trapani, "Vulpitta" compreso), è teatro dell'ennesima protesta degli immigrati reclusi". Il processo prenderà il via davanti il Tribunale di Gorizia con l'udienza del 12 giugno prossimo. "Dispiace solo - precisano i vertici del consorzio Connecting People - che venga procrastinata di alcuni anni (tale è la presumibile durata del processo) una soluzione che poteva essere adottata anche a breve. È infatti già presente in atti una relazione contabile della Prefettura, vista anche dal Ministero degli Interni (relazione sulla base della quale la Prefettura si è presa la responsabilità di non costituirsi parte civile e di non affrontare alcun giudizio contabile nei confronti di alcuno) che attesta la correttezza contabile dei dati forniti dal Consorzio e delle fatturazioni effettuate (se lievi errori vi sono, essi sono a danno e non a favore del Consorzio stesso). Laddove - prosegue il comunicato del consorzio castelvetranese - i dati non avessero convinto il giudice, poiché non in sintonia con quelli elaborati dalla Guardia di Finanza, sarebbe bastata una perizia contabile per sgombrare il terreno da ogni dubbio e chiudere la vicenda con l'auspicata decisione di non doversi procedere. Poiché il giudice ha ritenuto che tali richieste istruttorie possano trovare spazio solamente in ambito dibattimentale, si prende atto - conclude la Connecting People - di tale decisione con la tranquillità che a tempo debito ogni cosa verrà chiarita".

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