sabato 22 marzo 2014

40 MILA EURO SOLO PER VALUTARE I DANNI PROVOCATI DAL FULMINE CHE SI E' ABBATTUTO SUL TEMPIO DI SEGESTA, AL MOMENTO CHIUSO AL PUBBLICO

Le lesioni provocate da un fulmine che la scorsa settimana si è abbattuto sul tempio di Segesta non
permettono al momento la riapertura al pubblico dell'area archeologica trapanese. Non succede di frequente che un fulmine riesca a danneggiare un reperto archeologico e, altresì, di grosse dimensioni. Eppure è successo durante i forti temporali che si sono abbattuti in provincia di Trapani. Il fulmine che qualche giorno fa si è abbattuto sul tempio di Segesta ha fatto ingenti danni. Una forte scarica ha danneggiato due colonne e parte di un capitello. Ad accorgersi delle fessure aperte nelle colonne sono stati i custodi in perlustrazione. E che proprio sul parco archeologico di Segesta il temporale avesse fatto danni, si era capito quando, entrando negli uffici, i dipendenti avevano trovato prese scoppiate e la linea elettrica in tilt. Il Sen. Antonio D'Alì, che nei giorni scorsi ha accompagnato un gruppo di studenti statunitensi della Harvard University al sito archeologico di Segesta, ha verificare di persona i rilevanti danni subiti dal tempio. 
"Si tratta di un problema da affrontare nel più breve tempo possibile – afferma il parlamentare trapanese – in quanto il Parco Archeologico di Segesta oltre ad essere importante per la Provincia di Trapani è uno dei punti d'attrazione turistica più significativi dell'intero Mediterraneo. Ho avuto modo – prosegue il Senatore – di apprezzare gli interventi che nell'emergenza si stanno approntando, e gli sforzi del direttore del parco, l'arch. Aguglia, e della responsabile della Sovrintendenza di Trapani, dottoressa Giglio. La speranza, e faremo di tutto per far si che questo avvenga, è che la Regione Siciliana intervenga al più presto, visto che tra l'altro il parco in questo momento è chiuso". Per valutare con esattezza i danni riportati e capire come intervenire sarà necessaria una gara d'appalto. Occorrono quaranta mila euro per la sola valutazione degli interventi. Intanto, il Parco archeologico di Segesta, uno delle testimonianze del passato della Sicilia più visitate, che conta 350 mila turisti ogni anno, rimane chiuso.
di Salvo Cimino





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