giovedì 13 febbraio 2014

TORNA IN LIBERTÀ L'EX SINDACO DI CALATAFIMI

E' tornato in libertà l'ex sindaco di Calatafimi, Nicolò Ferrara, arrestato all'alba del 5 febbraio scorso con
l'accusa di corruzione, falsità ideologica e turbativa d'asta. Il giudice per le indagini preliminari di Trapani, Lucia Fontana, ha disposto la revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari, in quanto sono venute meno le esigenze cautelari. A ventiquattrore dall'arresto Ferrara aveva rassegnato le dimissioni dalla carica di primo cittadino."Valutate le accuse mosse al sottoscritto – aveva spiegato Ferrara – e i provvedimenti emessi dai magistrati, rispetto ai quali ripongo massima fiducia, con sofferenza sono arrivato alla decisione di presentare le mie dimissioni da sindaco di questa mia amata città". Giustifica le sue dimissioni affermando che "quanto avvenuto impone un passo indietro sia per organizzare meglio la propria difesa nella fase processuale, sia per dare serenità nello svolgimento dell'attività quotidiana allontanando sospetti e dubbi. Posso assicurare - asserisce Ferrara - che alla base di quanto accaduto c'è una grande confusione che ha generato incomprensioni ed equivoci". Intanto, ad amministrare temporaneamente il Comune sarà il vice sindaco Filippo Cangemi, mentre, dopo l'arresto del sindaco Nicolò Ferrara, cinque consiglieri comunali dell'opposizione, Daniele Cataldo, Salvatore Barone, Silvestro Guida, Michele Lentini e Rita Spatafora, hanno annunciato le loro dimissioni. Al momento nell'inchiesta che aveva portato ai domiciliari il sindaco di Calatafimi restano indagati a piede libero, oltre ad Ettore ed Enrico Crisafulli, rispettivamente padre e figlio di 69 e 34 anni, Fabio e Paolo Ienna, di 36 e 26 anni, Diletta Ciminna, 34 anni, Giovanni Caruso, 31 anni, Giuseppe Vanella, 35 anni, Vincenzo e Salvatore Guida, di 31 e 63 anni, Giovanni Amico, 61 anni e Pietro Lo Porto, 48 anni. A carico delle persone indagate sono state effettuate perquisizioni domiciliari e personali condotte dalla squadra Mobile di Trapani a Calatafimi-Segesta, Palermo, Roma e Salaparuta.

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