domenica 16 febbraio 2014

STRANO FURTO A SALEMI. IL PREFETTO DI SALEMI RENDE RESPONSABILE LA FONDAZIONE SGARBI DELLA SPARIZIONE DI TRE CAMPANE

Il prefetto Benedetto Basile denuncia la Fondazione Sgarbi dello strano furto di tre campane, collocate nello
spiazzo sottostante la Torre campanaria dell'ex Matrice di Salemi. Le campane, prelevate dagli scantinati dell'Istituto Tecnico di via San Leonardo, erano state trasferite nel maggio del 2011 su disposizione dell'allora sindaco Vittorio Sgarbi. La loro destinazione doveva essere la cima al campanile in occasione della visita inaugurale del vescovo Mogavero ed, invece, stranamente, non se ne fece nulla. Restarono a giacere là dove le avevano depositate. Finita la festa, nessuno pensò più a quelle campane e divennero oggetto di culto dei flash di turisti provvisti di fotocamere. Perfettamente integre erano di particolare pregio storico-artistico, databili attorno alla metà del sedicesimo secolo. Una delle tre campane, la più grande, proveniva dalla Chiesa di Sant'Agostino, mentre la più antica, realizzata un secolo prima nelle fonderie inglesi, porta infatti incisa la scritta "Julianus me fecit 1453" ed era quella che segnava il susseguirsi delle ore della giornata dei salemitani. Di quelle campane non si curò
nemmeno l'ex arciprete Cipri e nemmeno, stando al comunicato del prefetto del Comune di Salemi, la "Fondazione Sgarbi". Benedetto Basile, capo della Commissione Straordinaria dal settembre scorso, scrive, infatti, che "le tre campane si trovavano presso i locali e l'area circostante di pertinenza detenuti dalla "Fondazione Sgarbi" con ogni conseguente e piena responsabilità in ordine alla custodia". Quello delle campane, però, non è il primo furto di oggetti sacri consumato a Salemi. Gli ultimi due, scrive Franco Lo Re,risalgono proprio al periodo dell'Amministrazione sgarbiana. Il primo, in ordine di tempo, fu nel gennaio del 2010, quando nel corso della notte i ladri avevano trafugato dalla centrale Chiesa di Sant'Antonino alcuni oggetti devozionali. In quell'occasione, l'allora sindaco Vittorio Sgarbi, con un surreale comunicato stampa, informò di avere "immediatamente comunicato al Nucleo Tutela dei Carabinieri di Roma la notizia dell'atto criminoso" e di avere dato "mandato all'onorevole Giammarinaro di recuperare la documentazione fotografica per individuare in tempi rapidi gli oggetti trafugati''. Il secondo episodio avvenne il 25 giugno 2011, appena un mese dopo la visita inaugurale del vescovo Mogavero. Del furto fu la stessa "Fondazione Sgarbi" a darne notizia. Il comunicato stampa parlava di distruzione di vasi, del danneggiamento del cancello d'ingresso, della forzatura delle porte degli uffici, e della presenza di escrementi sulle scrivanie e su alcune opere d'arte custodite nel cortile. Il tutto avveniva nei locali dell'ex canonica della Chiesa Madre che il Comune di Salemi, tramite apposita convenzione, aveva dato in affido, alcuni mesi prima, all'istituzione culturale che porta il nome del critico d'arte. Si tratta della stessa area dove si trovavano, fino a pochi giorni addietro, le tre campane scomparse in questi giorni. Tali locali "sono tuttora - precisa il prefetto - indebitamente occupati nonostante la Commissione Straordinaria avesse già da tempo disposto la revoca della concessione in uso e chiesto, senza riscontro, il rilascio. Alla luce di quanto accaduto saranno adottati nei confronti della "Fondazione Sgarbi" ulteriori provvedimenti in sede giurisdizionale al fine di pervenire alla sollecita restituzione dei locali". Intanto dello strano furto delle campane se ne sta occupando la compagnia dei carabinieri di Mazara del Vallo, guidata dal capitano Fabio Manzo, ed il comandante dell'Arma della Stazione di Salemi, il maresciallo Calogero Salvaggio, ha redatto un apposito rapporto inviato alla competente Procura della Repubblica di Marsala. "Si cercherà di stabilire - ironizza Franco Lo Re - se l'episodio è da inserire nel filone dell'illecita attività dei furti di metalli o invece in quello dei "furti su commissione" da parte di ricettatori di oggetti d'arte". Ad oggi, però, la locale Stazione di Carabinieri non ha ricevuto alcuna denuncia da parte della Fondazione. "In ogni caso - precisa ancora Lo Re - c'è da sottolineare che il furto è stato consumato senza segni di effrazione, nonostante fosse enormemente difficoltosa la rimozione delle campane. Possibile - si domanda il giornalista - che nessuno abbia sentito frastuoni notturni e visto movimenti sospetti?"

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