mercoledì 26 febbraio 2014

PROCURATORE DI MARSALA NEGA ISCRIZIONE A RUOLO NEI CONFRONTI DELL'EX MINISTRO MANNINO PER I REATI EDILIZI

Il Procuratore di Marsala, Alberto Di Pisa, dopo le notizie stampa degli ultimi giorni, per le quali l'ex ministro Calogero Mannino sarebbe indagato per violazioni edilizie relative ad una cantina realizzata a Pantelleria, ha comunicato in una nota che ''nessuna iscrizione vi è agli atti di quest'ufficio, a carico di Mannino, per gli asseriti reati edilizi". 

23 anni di indagini, accuse, procedimenti giudiziari ed assoluzioni a carico dell'ex parlamentare Calogero Mannino

Procedimento per rapporti con la mafia

Nel 1991 sulla base delle dichiarazioni del pentito Rosario Spatola il sostituto procuratore di Trapani Francesco Taurisano, aprì un procedimento contro Mannino per rapporti con uomini d'onore, ma nell'ottobre dello stesso anno la procura di Sciacca, a cui erano state inviate le dichiarazioni, archivia il caso[7]. Taurisano denunciò delle pressioni da parte del procuratore Antonino Coci. Il CSM trasferì d'ufficio entrambi.

Procedimento per concorso esterno in associazione mafiosa

Il 24 febbraio 1994 la Procura di Palermo avvia un'inchiesta nei suoi confronti con la notifica di un avviso di garanzia; viene arrestato il 13 febbraio 1995 con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa: secondo l'accusa, poi rivelatasi insussistente, Mannino avrebbe stretto un patto con la Mafia per avere voti in cambio di favori. Dopo un periodo di detenzione (nove mesi di carcere e tredici di arresti domiciliari), durante il quale si mette in moto un'ampia mobilitazione sostenuta anche da una raccolta di firme per la scarcerazione motivate dalle sue precarie condizioni di salute, nel gennaio del 1997 viene rimesso in libertà per scadenza dei termini di custodia cautelare.
Nel 2001 Mannino è assolto in primo grado perché il fatto non sussiste.[8][9][10]
L'assoluzione viene impugnata dal pubblico ministero e la corte d'appello di Palermo, nel maggio 2003, lo riconosce colpevole di concorso esterno in associazione mafiosa fino al 1994, e condanna Mannino a 5 anni e 4 mesi di reclusione.
Nel 2005 la corte di cassazione annulla la sentenza di condanna riscontrando un difetto di motivazione, rinviando ad altra sezione della corte d'appello.[11]
Nell'occasione il procuratore generale presso la corte di cassazione, nel chiedere l’annullamento della sentenza di condanna, così si esprime: “Nella sentenza di condanna di Mannino non c’è nulla. La sentenza torna ossessivamente sugli stessi concetti, ma non c’è nulla che si lasci apprezzare in termini rigorosi e tecnici, nulla che possa valere a sostanziare l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Questa sentenza costituisce un esempio negativo da mostrare agli uditori giudiziari, di come una sentenza non dovrebbe essere mai scritta...”.[12][13][14][15]
Il 22 ottobre 2008, riprendendo la sentenza di primo grado, i giudici della seconda sezione della corte d'appello di Palermo assolvono Mannino perché il fatto non sussiste.[16] 
La procura generale di Palermo in seguito impugna l'assoluzione, facendo ricorso in Cassazione.[17]
Il 14 gennaio 2010, la corte di cassazione assolve definitivamente l'ex ministro democristiano, confermando le tesi contenute nella sentenza d'appello.[18]

Richiesta di risarcimento allo Stato da parte di Mannino

Dopo l'assoluzione Mannino fa causa allo Stato chiedendo un risarcimento per ingiusta detenzione[19], ma nel maggio 2012 i giudici della Corte d'appello di Palermo rigettano la richiesta[20] in quanto Mannino è stato riconosciuto consapevole di ricevere appoggio elettorale da un boss mafioso.[21]

Indagine sul coinvolgimento nella presunta trattativa tra Stato e mafia
È indagato nell'ambito della trattativa tra Stato e mafia.[22][23] La giornalista de "Il Fatto Quotidiano" Sandra Amurri è stata ascoltata come testimone per aver assistito casualmente a un conversazione tra Mannino e l'europarlamentare Giuseppe Gargani.[24]

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