lunedì 17 febbraio 2014

OFFICINA 146: "IL DISASTRO DEL VERDE PUBBLICO A GIBELLINA"

E' il titolo di un  pieghevole diffuso in questi giorni dagli attivisti dell'associazione "Officina 146" 

Indignazione e rabbia è ciò che aleggia a Gibellina per l'ennesimo danno perpetrato nei confronti del verde
pubblico. Nel mirino delle motoseghe sono finiti, oltre a sessantasei alberi di eucalipto tagliati alla radice nel giardino dell'orto botanico e in quello della scuola "San Francesco", anche trenta giganteschi alberi di pino rasi al suolo dei viali del cimitero comunale. 
Non è stato risparmiato nemmeno il pino che fu piantumato, per volere dell'allora sindaco Ludovico Corrao, quando venne sepolta "Cudduredda", di soli 7 anni, la piccola Eleonora Di Girolamo, simbolo del terremoto del Belice, estratta viva dalle macerie dopo 50 ore e morta il 19 gennaio 1968 in ospedale.
A Gibellina la soppressione del verde pubblico, non è al primo episodio. "Nel corso degli anni – come precisa il consigliere comunale di opposizione, Antonino Plaia – vi è stato un abbattimento scellerato di circa 230 alberi, a cui è seguito il taglio di un albero di Acacia di fronte il circolo cacciatori, un grosso carrubo in via Gentile e degli alberi del cimitero di memoria storica e affettiva". Una situazione incresciosa e difficile da mandar giù soprattutto dopo lo stravolgimento dell'arredo urbano palmifero, con la morte di circa 800 palme a causa di mancati interventi, sembra, di prevenzione e cura della minaccia del punteruolo rosso. L'opposizione ha chiesto chiarimenti scritti alla Giunta municipale che si discolpa di quanto avvenuto. "Tutto è successo a mia insaputa" ha dichiarato il sindaco di Gibellina, Rosario Fontana. "L'iniziativa è stata portata avanti dall'ufficio tecnico a mia insaputa. Ho chiesto una relazione dettagliata per l'iniziativa messa in essere, dalla quale - prosegue il primo cittadino - si evinca la metodologia e la necessità d'intervento, nonché quali siano state le persone autorizzate ad operare per l'abbattimento degli alberi di eucalipto. Nell'attesa mi è stato comunicato che l'iniziativa è dovuta a ragioni di sicurezza e di protezione civile, e che per evitare ipotesi di infortunio è previsto che all'interno di aree pubbliche non vi siano alberi di alto fusto. Ho manifestato il mio disappunto sulla vicenda e mi riservo - conclude Fontana - di prendere i giusti provvedimenti qualora si riscontri nell'abbattimento effettuato, una manovra ingiusta ed efferata". Intanto, sul taglio dei pini nell'area cimiteriale, si fa avanti il vicesindaco, Tommaso Tarantolo, che così spiega: "Sono stato io a chiedere l'intervento di abbattimento degli alberi alla stessa ditta che sta realizzando i lavori di urbanizzazione in una parte del cimitero. Il motivo? Perché le radici hanno causato gravi danni strutturali alle tombe". Ma per il consigliere d'opposizione, Nino Plaia, le cose non stanno proprio così: "Alcuni alberi sono stati nettamente recisi anche se è evidente che non causavano problemi strutturali a niente. Per noi la storia non si chiude qui, ne parleremo in consiglio comunale". Per la prossima settimana, il consigliere Plaia ha invitato a Gibellina attivisti e dirigenti di Legambiente per constatare con i propri occhi lo stato delle cose.
di Salvo Cimino

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