giovedì 6 febbraio 2014

MAFIA. SEMPRE PIÙ VULNERABILI I MAGISTRATI DI TRAPANI. ENNESIMO ATTO INTIMIDATORIO A VIOLA


Non si arresta l'escalation di intimidazioni al Procuratore di Trapani, Marcello Viola, vittima negli ultimi due
anni di una pesantissima serie di minacce. L'ultima è avvenuta due giorni fa, durante la notte. Qualcuno, nonostante la video sorveglianza e il piano di intervento articolato nel territorio messo in campo dalla Prefettura, che coinvolge non solo polizia e carabinieri, ma anche vigili urbani e polizia stradale, è riuscito ad intrufolarsi in Procura e superando tre porte blindate ad entrare nella stanza del magistrato. Ad accorgersi dell'incursione notturna al Palazzo di Giustizia è stato un ispettore che ha trovato aperte le due porte blindate che conducono all'ufficio del procuratore e quella della stanza di Viola. Domani dovrebbero arrivare a Trapani i pm di Caltanissetta, che hanno aperto un fascicolo sugli strani episodi accaduti all'interno del palazzo di giustizia di Trapani che hanno avuto come bersaglio, oltre a Viola, anche altri magistrati. Intanto, gli inquirenti stanno analizzando
le immagini delle videocamere di sorveglianza piazzate in Procura, mentre la Scientifica è al lavoro a caccia di impronte e tracce. Al momento si sta inventariando tutta la documentazione esistente nella stanza, in quanto non è ancora chiaro se siano stati portati via fascicoli di indagini delicatissime, sul rapporto mafia-politica, delle quali si sta occupando il pool di magistrati. L'incursione nell'ufficio di Viola è solo l'ultimo di una serie di strani episodi accaduti all'interno di un'area perimetrata, sorvegliata, perché all'esterno ci sono i Carabinieri e la video sorveglianza del Palazzo di Giustizia di Trapani. Dopo l'audizione di Marcello Viola del 20 gennaio scorso, la Commissione parlamentare antimafia si era impegnata a rafforzare la sorveglianza per l'incolumità di questi magistrati. Davanti ai commissari Viola ha ripetuto quel che già il Csm sa. A Trapani "deve essere maggiormente avvertita la necessità di una forte presenza dello Stato". Viola ed il suo Pool capiscono che il reiterarsi ed il moltiplicarsi degli episodi lasciano intendere una volontà di interferire pesantemente con tutte le attività giudiziarie a Trapani. Ed in particolare, di fronte ai commissari antimafia il 20 gennaio Viola dirà: "Noi abbiamo ritenuto di leggere questo episodio - riferendosi ad uno dei tanti avvenuti in Procura - proprio come una precisa volontà di lasciar capire come, laddove si fosse reso necessario, fosse possibile anche entrare all'interno della struttura giudiziaria, lasciare un segnale e far vedere di essere presenti". Segnali di chi, attraverso questi inquietanti episodi, farebbe percepire un un preoccupante avvertimento: "Siamo più vicini noi a voi di quanto lo Stato possa starci dietro". Insomma, alla Procura di Trapani la serenità sembra essere nelle mani di chi sa di poter entrare ed uscire come fosse a casa propria. 

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