venerdì 28 febbraio 2014

MAFIA. RICHIESTO IL RINVIO A GIUDIZIO PER 22 DEL CLAN MESSINA DENARO






















Chiuse le indagini per ventidue dei trenta arrestati nell'operazione "Eden", la Direzione distrettuale antimafia di
Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per i familiari e i fedelissimi del boss latitante di Castelvetrano, accusati, a vario titolo, di far parte del clan mafioso di Matteo Messina Denaro. La richiesta riguarda, tra l'altro, la sorella del padrino di Castelvetrano, Anna Patrizia Messina Denaro, attualmente detenuta nel carcere di Vigevano, in provincia di Pavia, ritenuta dagli investigatori una donna-boss, per aver retto il mandamento in assenza del fratello, con il quale continuava ad avere rapporti nonostante la latitanza. "…a Messina Denaro Patrizia - si legge a pagina 64 dell'ordinanza di custodia cautelare - andava mensilmente destinato uno stipendio e che l'associazione mafiosa si faceva carico finanche delle spese di ristrutturazione della sua casa. Tali fatti…devono oggi essere rivalutati alla luce delle successive acquisizioni che dimostrano - prosegue il gip - che la donna, lungi dall'essere soltanto la sorella del latitante e la moglie del detenuto Panicola Vincenzo, rivestiva e riveste un ruolo cruciale nell'associazione mafiosa". La sorella del boss viene descritta, da inquirenti ed investigatori, come una leader in ascesa. Oltre Anna Patrizia Messina Denaro, gli altri destinatari del provvedimento sono il nipote del boss latitante, Francesco Guttadauro, i cugini Mario Messina Denaro e Lorenzo Cimarosa, diventato confidente della Dda subito dopo l'arresto, il socio di quest'ultimo, Antonino Lo Sciuto, i castelvetranesi Vincenzo Peruzza, Girolama La Cascia, Francesco Luppino e la moglie Lea Cataldo, i campobellesi Aldo Tonino Di Stefano, Giovanni Faraone, Nicolò Polizzi e l'ex cognata di quest'ultimo, la vigilessa Antonella Montagnini. Ed ancora Antonella Agosta, Michele Mazzara, Giuseppe Pilato, Rosario Pinto, Francesco Spezia, Girolamo Cangialosi e Vincenzo Torino. Infine, gli insospettabili Giuseppe Marino, figlio di un giudice, e Salvatore Torcivia. L'udienza preliminare è fissata per il 10 marzo davanti al gup Cesare Vincenti.

Nessun commento:

Posta un commento