martedì 25 febbraio 2014

MAFIA, OPERAZIONE "CALA S.P.A.". 26 ARRESTI TRA AVVOCATI, COMMERCIALISTI ED IMPRENDITORI


Dalle prime luci dell'alba, in diverse regioni del territorio nazionale, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di
Palermo hanno eseguito decine di provvedimenti restrittivi, emessi dal Gip del Tribunale di Palermo su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. Nel corso dell'operazione, convenzionalmente denominata "Cala s.p.a.", sono stati sequestrati otto complessi aziendali, per un valore di circa 10 milioni di euro e in manette sono finite 26 persone, tra avvocati, commercialisti e imprenditori (i nomi), che facevano capo ad otto società, il 27 esimo, l'avvocato Alfredo Tortorici, è ancora irreperibile ma ricercato dai Carabinieri perché tra i destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare. Gli arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di "associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio, anche ai danni di noti istituti di credito e numerose società finanziarie, e la pubblica fede, nonché di riciclaggio degli illeciti profitti". E quindici dei colletti bianchi devono rispondere anche del reato di associazione per delinquere, in quanto ritenuti vicini alla mafia di Villabate. Le ordinanze sono state richieste dai procuratori aggiunti Leonardo Agueci, Dino Petralia e dai sostituti Nino Di Matteo, Marzia Sabella e Calogero Ferrara, disposti dal gip Lorenzo Jannelli. In cella sono finiti il consulente finanziario per le imprese, Lorenzo Romano, 48 anni, di Palermo, il perito assicurativo, Dario Dumas, 48 anni, di Palermo, l'imprenditore Eustachio Fontana, 41 anni, nato a Corleone e il bancario Francesco Spataro, 54 anni, di Palermo. L'arresto del bancario apre uno squarcio su un colpo messo a segno nella filiale messinese del Monte dei Paschi di Siena di via Cannizzaro nel 1995, per un bottino di quasi due miliardi di lire. Secondo l'accusa, il basista sarebbe stato il palermitano Francesco Spataro, di cui aveva parlato il pentito Aurelio Neri. Tanti anni fa l'aveva fatta franca. Finito sotto inchiesta, la sua posizione era stata archiviata. Il colpo sino adesso era rimasto senza colpevoli. Agli arresti domiciliari sono finiti i marsalesi Gioacchino Balistreri, 65 anni, consulente del lavoro, l'imprenditore Antonio Alagna, 49 anni, i commercianti Francesco Sances, 46 anni, e Matteo Licari, 56 anni. Due i castelvetranesi l'avvocato Antonio Atria, 47 anni, e l'imprenditore edili Giovanni Perrone, 40 anni. Tra gli arrestati anche un ex ispettore della polizia di Stato, in pensione, il trapanese Francesco Ilari, 53 anni, di Custonaci, che sarebbe accusato di aver violato il sistema informatico del ministero dell'Interno. Il poliziotto avrebbe cercato di individuare le vetture civetta che pedinavano i componenti dell'organizzazione. Oltre ai sette trapanesi ai domiciliari sono finiti il banchiere svizzero, Robert Da Ponte, 64 anni, nato negli Usa, il consulente finanziario Paolo Porisiensi, 47 anni, di Pordenone, gli imprenditori Nicola Stagi, 46 anni, di Viareggio, Eros Sivieri, 48 anni, di Torino, Germano Zanrosso, 56 anni, di Vigevano. Ed ancora i palermitani Giuseppe Spataro, 51 anni, Giorgio Stassi, 52 anni, Alessandro Aiello, 37 anni, il mediatore immobiliare, Francesco Scimone, 44 anni, il commerciante Giuseppe Burrafato, 48 anni, il consulente assicurativo Giuseppe Andrea Mandalà, 32 anni, e i consulenti finanziari Calogero Marino, detto Gino, 69 anni, ed Alessandro Feo, 43 anni. Agli arresti domiciliari anche Natale D'Amico, 51 anni, titolare di agenzie immobiliari, di Bagheria, e il programmatore informatico Fabrizio Spoto, 44 anni, nato a Capaci, il cracker dell'organizzazione. "E' una scelta territoriale curiosa quella fatta da questa organizzazione criminale. Questa sofisticata organizzazione – ha precisato il procuratore aggiunto Dino Petralia – operava con una pluri professionalità di alto livello. In particolare, i crackers sono coloro che erano in grado di forzare i sistemi più sofisticati. Non dei semplici hackers, insomma. La Monte dei Paschi ha collaborato con tempestività e grazie a questo è stato possibile non fare allarmare i truffatori, che hanno continuato ad agire senza accorgersi di nulla".Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Geri Ferrara, sarebbero scaturite da un'intercettazione telefonica avvenuta due anni fa. Nella telefonata tra alcuni mafiosi gli investigatori hanno sentito i 'picciotti' che parlavano di un professionista. A quel punto, i magistrati, attivate tutte le verifiche, hanno scoperto la truffa internazionale guidata da un gruppo di professionisti della Palermo bene e non solo. "L'associazione voleva aggredire e sottrarre 40 milioni dai fondi del Monte Paschi di Siena attraverso l'accesso abusivo al sistema informatico. Un tentativo non andato a buon fine grazie ai firewall dell'istituto bancario", ha detto il capo della Procura di Palermo. Il denaro, una volta sottratto, sarebbe stato trasferito in un conto corrente a Zurigo e da lì tramite operazioni "estero su estero" sarebbe tornato in Sicilia ripulito "attraverso un giro che partiva dalla Monte dei Paschi per passare alla Falcon Bank di Zurigo e da lì tramite operazioni estero su estero nei paradisi fiscali – afferma Salvatore Altavilla comandante del Nucleo Operativo dei carabinieri di Palermo – Da qui sarebbero tornati in una filiale nel trapanese". Nel mirino dei colletti bianchi anche diverse società finanziarie e l'Inps.


Le società sequestrate per 10 milioni di euro nell'operazione: 

- Mediterranea contract, con sede a Milano e uffici a Palermo, Marsala e Aversa, che si occupa di commercio all'ingrosso di frutta e ortaggi;
- Cantina sociale "Le due Palme", con sedi a Calatafimi e Castel Volturno e si occupa di noleggio di macchine agricole;
- Mediterranea, società cooperativa, con sede a Partinico, nel campo dei servizi;
- L'Uliva, con sede a Caltanissetta, operante nel settore della lavorazione di frutta e ortaggi;
- Cooperativa Gf Agricoltura, sede a Vittoria, nel commercio di fertilizzanti;
- Fontana srl, con sede a Palermo e si occupa di ingrosso di frutta e ortaggi.

Mentre il sequestro preventivo è stato fatto per le società:

- Advisorteam, con sede a Palermo che si occupa di assicurazioni e consulenze per le imprese;
- Sa.Fi di Villabate a cui fa capo l'agenzia 'Mutui Time'.
"Un ruolo centrale delle truffe internazionali è rappresentato dall'avvocato Alfredo Tortorici – dice il procuratore aggiunto Dino Petralia – Insieme a Lorenzo Romano titolare dell'Adivisor Team hanno pianificato il colpo".

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