sabato 1 febbraio 2014

MAFIA. MESSINA DENARO INSEGUE DA DIECI ANNI IL TRITOLO PER FAR SALTARE LA PRINCIPATO

Il collaboratore di giustizia di Racalmuto, Maurizio Di Gati, ha confermato quanto ha rivelato qualche
settimana fa Lorenzo Cimarosa, il cugino acquisito del latitante castelvetranese: "il capo mafia Matteo Messina Denaro sta cercando del tritolo per un attentato nei confronti del procuratore aggiunto di Palermo Teresa Principato". Per Di Gati, il magistrato sarebbe nel mirino di Cosa nostra trapanese già da una decina di anni. Maurizio Di Gati racconta che "durante i primi anni duemila, da Trapani era arrivata ad Agrigento una richiesta di collaborazione per l'esecuzione di un attentato da realizzare a Naro, città di origine della Principato. Il boss di Sambuca di Sicilia, Leo Sutera, ritenuto l'attuale capo provincia di Agrigento, fece sapere che cosa nostra agrigentina non gradiva gesti eclatanti nel suo territorio. Ma assicurò comunque della collaborazione – prosegue il pentito Di Gati -, perché già in passato i movimenti del magistrato a Naro erano stati tenuti sotto controllo". 

Il boss di Sambuca di Sicilia, Leo Sutera, finito in carcere nel blitz "Nuova Cupola", suggerì allora che "l'attentato poteva essere fatto al confine con la provincia di Trapani". Maurizio Di Gati, 47 anni, ricercato dal 1999, capomandamento di Racalmuto e Grotte, arrestato dopo la mezzanotte del 26 novembre 2006, in un blitz condotto dai carabinieri del Reparto Operativo del Comando di Agrigento e dai militari della Compagnia di Canicattì, faceva parte della lista dei 30 latitanti più pericolosi d'Italia. Di Gati, l'uomo che aveva fornito ai boss palermitani due mitragliatori Kalashnikov per l'attentato a Lumia, allora presidente della commissione parlamentare antimafia, da collaboratore di giustizia aveva svelato fatti inerenti mafia e politica con riferimenti a soggetti politici locali e nazionali. La confessione che catalizzò tutta l'attenzione ai tempi riguardava il progetto di attentato nei confronti del magistrato Anna Maria Palma. Di Gati avrebbe, dopo il suo arresto, riferito alla dott.ssa Palma, pm del processo per la strage di via D'Amelio, che nel 2004 "cosa nostra" aveva preparato il tritolo per lei. Secondo le ultime rivelazioni di Di Gati, l'idea del super latitante di far saltare il procuratore aggiunto Principato non è tra le ultime priorità. Sono anni che Matteo Messina Denaro è in cerca di tritolo per compiere la "mattanza". Mentre la Principato, insieme ai sostituti Marzia Sabella e Paolo Guido, da' la caccia al boss castelvetranese dal 1993, Messina Denaro "insegue" il procuratore aggiunto di Palermo, con lo scopo di eliminarla, sin dagli anni duemila, tentando di colpirla proprio nella sua città natia. Dopo le nuove dichiarazioni, già trasmesse al comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza, è stato deciso un rafforzamento della vigilanza anche attorno all'abitazione del procuratore aggiunto di Palermo, che insieme ai sostituti Marzia Sabella e Paolo Guido continuano ad indagare sul latitante Messina Denaro.

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