venerdì 21 febbraio 2014

INSEDIAMENTO INGROIA. LA SUA " TRAPANESITA' " NELLA TERRA DI MATTEO MESSINA DENARO E DI TUTTI I TRAPANESI ONESTI

"Utilizzo la stampa come messaggera per salutare i trapanesi". Si è presentato così Antonio Ingroia, alla conferenza stampa organizzata nell'ex sala giunta della Provincia regionale di Trapani a Palazzo Riccio di Morana, che ha celebrato idealmente l'insediamento dell'ex pubblico ministero nel ruolo di funzionario regionale voluto per lui dal presidente della Regione, Rosario Crocetta. "La mia esperienza di magistrato mi può aiutare. Questa è la provincia di tanti trapanesi onesti ma anche di Matteo Messina Denaro". Per Ingroia di tratta "di una nuova sfida nel segno del futuro e della legalità, che non è solo sinonimo di manette e repressione, ma anche di buona amministrazione e di sviluppo. Nella lotta alla mafia la fase uno - spiega Ingroia - è quella di ripristinare la legalità arrestando i criminali, ma c'è poi la fase due, quella che organizza la Sicilia degli onesti. La Sicilia è la terra di Totò Riina e di Falcone. Trapani è la provincia di tanti trapanesi onesti e di Messina Denaro. La sfida - sostiene l'ex magistrato - è amministrare dentro le regole persino nella terra che il presidente Crocetta ha definito di Matteo Messina Denaro, ma che è anche la terra di tanti trapanesi onesti, che hanno diritto ad avere un riferimento di legalità e trasparenza delle amministrazioni". Un concetto che il nuovo Commissario straordinario della Provincia Regionale di Trapani ha tenuto a sottolineare in difesa del presidente Crocetta, criticato per avere dichiarato: "Mandiamo Ingroia nella terra di Messina Denaro". L'ex magistrato, rimarcando la sua "trapanesità", "Mia madre è di Trapani, mio padre di Calatafimi", considerato che è nato a Palermo, ha voluto chiarire il suo ruolo a Trapani. "Sono davvero lusingato per questa nomina anche se ancora non ho stilato un'agenda di impegni, se consideriamo che l'incarico mi è stato comunico ufficialmente da meno di 24 ore. Voglio comunque ribadire che qui non vengo a fare il magistrato anche se certamente non posso dimenticare la mia storia e la mia esperienza. Il commissariamento - ha sottolineato Ingroia - è una eccezione alla regola della democrazia e pertanto spero che non sia un incarico lungo. Il Parlamento faccia ciò che deve fare in tempi brevi". Il riferimento è alla legge di riforma delle Province che rimane ancora impantanata all'Ars. Ai dubbi dei cronisti in merito al possesso dei requisiti per potere svolgere il ruolo di commissario straordinario, Ingroia ha risposto "Sono un magistrato in quiescenza in attesa di godere il trattamento, grazie alla riforma Fornero non potrò averlo prima dei 65-67 anni, per mia fortuna sono giovane, però di fatto ho tutti i requisiti". La legge prevede che i commissari devono essere scelti tra i dipendenti della Regione e dello Stato in servizio o in quiescenza. Parlando ancora delle polemiche sulla sua nomina, l'ex pm afferma: "Alle polemiche ci sono abituato perché mi accompagnano da tempo. Sono a Trapani - dichiara - con uno spirito laico. Cercherò di svolgere il ruolo di amministratore e non di pm. Certo - aggiunge - se dovessi incrociare vicende meritevoli di segnalazioni farò il mio dovere di pubblico ufficiale. Mi sorprende che ovunque Antonio Ingroia metta piede c'è panico. Ho avuto notizie che in fretta e furia il comune di Trapani ha nominato una commissione d'indagine sul luglio musicale trapanese. Temevano - ironizza il neo commissario- che Ingroia facesse un'indagine. Voglio rassicurare. Non vengo a fare il pubblico ministero ma il commissario".

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