giovedì 27 febbraio 2014

EI FU FULVIO SODANO, IL PREFETTO DEL POPOLO. STRAPPO' LA "CALCESTRUZZI ERICINA" DALLE GRINFIA DELLA MAFIA

«(...) nel rivedere il mio percorso umano di presa di coscienza delle cose vere della vita, ho anche analizzato il mio cammino di approfondimento della mia relazione con lo Stato, ho esaminato le mie battaglie non facili ma alle quali ho sempre creduto nella consapevolezza che la logica di uomo di Stato è spesso terreno di scontro contro la sopraffazione della dittatura mafiosa (...)». Queste le parole di Fulvio Sodano, prefetto di Trapani dal 2001 al 2003, affettuosamente soprannominato il "prefetto del popolo", per via del suo ruolo e del suo modo di impegnarsi nella lotta alle mafie durante la sua permanenza in città.

Si è spento oggi a Palermo a sessantasette anni, gravemente malato, l'ex prefetto, Fulvio Sodano, impegnato per anni in Sicilia nella lotta alla mafia. Nato a Napoli nel 1946, giunge in Sicilia nel 1990, quando dalla prefettura di Caserta viene trasferito a Palermo per ricoprire inizialmente incarichi di commissario straordinario in alcuni comuni sciolti per mafia, quali Bagheria, Altavilla Milicia e Capaci, subito dopo la strage. Sarà anche commissario straordinario, non per motivi di mafia, del comune di Palma di Montechiaro nell'agrigentino e vice-Commissario prefettizio a Catania. Intanto, a Palermo, ricopre ruoli superiori di vice-prefetto e poi vice-prefetto vicario. Mentre svolge la funzione di commissario a Bagheria arriva a fine 2000 la nomina a Prefetto di Trapani, dietro mandato del Governo Amato. A Trapani si spende particolarmente in questioni riguardanti i beni confiscati alla mafia e, per trasformare in realtà questi propositi, il 25 luglio 2003 alla Prefettura di Trapani viene sottoscritto un documento che consente di velocizzare le procedure di confisca dei beni ai mafiosi e di incidere tangibilmente sull'impoverimento del loro patrimonio, la "Carta degli impegni Liberaterra", siglata oltre che dal prefetto Sodano anche dai rappresentanti dei Comuni di Alcamo, Castelvetrano, Marsala e Paceco. L'obiettivo importante era incentivare la cultura alla legalità, utilizzando i beni confiscati alla mafia e coinvolgendo i giovani nella loro gestione, per dare un'occasione di sviluppo socio-economico alla collettività. Mentre è intento a sbloccare l'assegnazione di una serie di beni confiscati, impedendone l'assalto alla mafia trapanese, Sodano, improvvisamente l'11 luglio 2003, è nominato prefetto di Agrigento dal Governo Berlusconi, sostituito a Trapani dal prefetto Giovanni Finazzo. Il nome di Fulvio Sodano balza agli onori della cronaca nazionale quando accusa l'ex sottosegretario all'Interno, il senatore trapanese Antonio D'Alì, di averlo fatto trasferire da Trapani ad Agrigento, nel momento in cui scopre e blocca il tentativo di cosa nostra di riappropriarsi, con la complicità di pubblici funzionari, della "Calcestruzzi Ericina", un bene confiscato al boss mafioso di Trapani, Vincenzo Virga. 
Pur gravemente ammalato, impossibilitato a muoversi e a parlare, usando un particolare computer che utilizzava muovendo gli occhi sulle lettere, faceva sentire la sua voce: "Ho analizzato le batoste subite, l'isolamento nei momenti critici da parte di chi per logica di potere non mi ha supportato e fu allora che compresi che lo Stato non sempre stava dalla parte dello Stato". Ad Agrigento resta fino al gennaio 2005, quando chiede il prepensionamento perché gravemente ammalato, affetto dalla Sla. Per l'importanza del suo operato, definito "prefetto del popolo" e "prefetto Antimafia", diversi comuni del trapanese gli conferiscono la cittadinanza onoraria, ad eccezione di Trapani, la cui storia è nota alle cronache, e Castelvetrano, dove l'attuale primo cittadino, ritenendo la richiesta "una strumentalizzazione politica da parte di Libera" ha ritenuto "opportuno che la discussione" passasse dal Consiglio Comunale.

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